Yogurt, dessert, barrette, biscotti, pane, pasta e perfino acqua sono sempre più spesso accompagnati dall’aggettivo proteico, come se fosse una caratteristica vantaggiosa da ricercare a prescindere. Ma abbiamo davvero bisogno di tutti questi alimenti proteici? Oppure siamo di fronte a un fenomeno in parte alimentato dal marketing, come è accaduto in passato con quelli senza grassi?
I prodotti proteici possono essere utili, ma un alimento con più proteine non significa automaticamente che sia migliore e, soprattutto, che quelle proteine siano necessarie per noi.
Quando un alimento può definirsi proteico?
Prima di tutto bisogna capire che cosa significa davvero questa parola. La normativa europea disciplina alcuni specifici claim nutrizionali: un alimento può essere definito come fonte di proteine quando almeno il 12% del suo valore energetico deriva da questo nutriente, mentre per poter utilizzare l’indicazione ad alto contenuto di proteine la quota deve raggiungere almeno il 20%.


Questo significa che un alimento può rispettare perfettamente i requisiti per poter essere presentato come ad alto contenuto di proteine, pur non fornendo necessariamente una quantità di proteine particolarmente elevata. Un esempio può essere quello dell’acqua proteica oppure degli snack di purea di frutta ad alto contenuto proteico, che però non apportano una quantità significativa di questo nutriente per porzione.
Abbiamo davvero bisogno di alimenti proteici?
Le proteine sono indispensabili. Servono per il mantenimento e il rinnovamento dei tessuti, per la massa muscolare e per numerose funzioni fisiologiche. Questo, però, non significa che dobbiamo cercare continuamente occasioni per aggiungerne alla nostra alimentazione.
L’assunzione di riferimento è tra 0,9 e 2 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Naturalmente il fabbisogno varia in funzione dell’età, dell’attività fisica, dello stato fisiologico e di altre condizioni individuali.
Il valore consigliato per un adulto sano che pratica un’attività fisica regolare, ma non troppo impegnativa è generalmente piuttosto facile da raggiungere con una dieta normo calorica. Diverso il discorso per chi pratica sport: in questo caso l’apporto proteico consigliato può arrivare ad essere il doppio rispetto a una persona sedentaria. Tuttavia, anche in questo caso è importante distinguere un maggiore fabbisogno proteico dalla necessità di acquistare prodotti definiti tali.


Se la nostra alimentazione ci permette già di raggiungere il fabbisogno, aggiungere proteine non rende automaticamente la dieta migliore e non c’è motivo di trasformare automaticamente ogni alimento nella sua versione proteica. Questa tipologia di prodotti può essere utile per una persona che pranza abitualmente in una mensa. Spesso il secondo piatto disponibile è costituito da una preparazione fritta e di bassa qualità oppure la porzione è insufficiente, così una barretta proteica o uno yogurt ad alto contenuto proteico possono essere una soluzione pratica per completare il pasto.
Lo stesso può accadere durante un viaggio, in una giornata particolarmente intensa, dopo un allenamento o per una persona che fatica concretamente a raggiungere il proprio fabbisogno proteico attraverso i pasti abituali.
Attenzione a come calcoliamo le proteine
Spesso si crede di dover aggiungere ulteriori proteine perché non si calcolano esattamente quelle ingerite quotidianamente. E’ piuttosto comune confondere i grammi di proteine con i grammi dell’alimento, oppure non conteggiare le proteine contenute in cereali, pane, legumi, formaggi, semi e frutta secca.
Per esempio, un piatto di 80-100 grammi di pasta secca con una piccola spolverata di formaggio stagionato può già fornire indicativamente 14-17 grammi di proteine, a seconda delle quantità utilizzate. Se poi si aggiunge un condimento con legumi, ragù di carne o altro formaggio la quantità di questo nutriente sale ulteriormente.


Non è pertanto necessario consumare una pasta proteica, né inserire sempre snack di questo tipo perché si frequentano le palestre. Bisogna individuare la giusta quantità di proteine e usare i prodotti proteici solo se sono necessari, sfruttandone la praticità per una migliore gestione dei pasti.
Il claim non rappresenta un criterio di preferenza universale. Prima di scegliere un prodotto dovremmo chiederci che cosa contiene realmente, quale funzione ha, cosa va a sostituire e, soprattutto, se quelle proteine ci servono davvero.







