Un anno alla Parigi-Brest-Parigi. Ma il viaggio è già iniziato…Un anno alla Parigi-Brest-Parigi. Ma il viaggio è già iniziato…

| 26 Agosto 2026

Un anno alla Parigi-Brest-Parigi. Ma il viaggio è già iniziato…

Un anno. Ancora un anno per vivere una nuova esperienza alla Parigi-Brest-Parigi, il raid per eccellenza perché legato alle radici stesse dell’evento che sono quelle del ciclismo stesso, perché l’avventura francese inizialmente nacque come una delle competizioni ciclistiche principali degli inizi del Novecento. La PBP è poi diventato uno dei grandi eventi dell’ultracycling, ma chi la interpreta è nella stragrande maggioranza lo fa per il viaggio, per le sensazioni che regala e il viaggio inizia molto prima della partenza per Parigi. Anzi, è già iniziato…

La Parigi-Brest-Parigi affonda le sue radici ai primordi del ciclismo. Qui una stampa dell'epoca
La Parigi-Brest-Parigi affonda le sue radici ai primordi del ciclismo. Qui una stampa dell’epoca
La Parigi-Brest-Parigi affonda le sue radici ai primordi del ciclismo. Qui una stampa dell'epoca
La Parigi-Brest-Parigi affonda le sue radici ai primordi del ciclismo. Qui una stampa dell’epoca

Le iscrizioni partono a gennaio

Perché non tutti possono partecipare alla Parigi-Brest-Parigi. Bisogna qualificarsi. Sul sito gli organizzatori spiegano bene come ancora non ci siano iscritti, non ci sia neanche un partente per la prova che prenderà il via il 22 agosto 2027. Le iscrizioni saranno possibili solo dall’inizio dell’anno, ma non basta versare il denaro come per qualsiasi altro evento ciclistico. Perché per esserci bisogna qualificarsi, attraverso prove simili, dimostrando di “essere degni” ovverosia capaci di affrontare uno degli eventi più difficili che esistano.

Anni fa, eravamo alla fine del secolo scorso, un’immagine è rimasta stampata nella mente del cronista. Porzione di ritorno, le campagne intorno a Lione. Agosto, caldo asfissiante (non come oggi, ma si sentiva…). Una strada lunga, assolata. Ai suoi fianchi, chilometri di cespugli. Un ciclista fermo, altri due poco più avanti, altri ancora. Tutti addosso ai cespugli. La curiosità di sapere il perché, soddisfatta guardando meglio: ognuno raccoglieva more, si cibava dei prodotti della natura. Viveva quell’avventura dando carburante non solo allo stomaco, ma anche al proprio spirito, vivendo l’esperienza come ai primordi. E, fra parentesi, quelle more erano davvero buone…

Il grande raid quadriennale prende il via da Rambouillet. Prossima edizione il 22 agosto 2027
Il grande raid quadriennale prende il via da Rambouillet. Prossima edizione il 22 agosto 2027
Il grande raid quadriennale prende il via da Rambouillet. Prossima edizione il 22 agosto 2027
Il grande raid quadriennale prende il via da Rambouillet. Prossima edizione il 22 agosto 2027

Un percorso che non lascia mai tranquilli

La struttura della Parigi-Brest-Parigi è d’altronde l’apoteosi della gestione delle energie individuali. E’ quello che serve per affrontare una distanza di circa 1.218 chilometri con un dislivello complessivo che sfiora gli 11.000 metri e che non presenta grandi salite, ma è frutto di un percorso continuamente mosso, con pendenze brevi ma ripetute che erodono costantemente le riserve di forza dei partecipanti. Se non ti gestisci, non arrivi…

Alla partenza i ciclisti vengono suddivisi in tre grandi scaglioni a seconda del tempo massimo scelto per completare il percorso e rappresentano un po’ le diverse filosofie tra le migliaia di partecipanti provenienti da tutto il mondo. Ci sono innanzitutto quelli delle 80 ore: sono gli ultracycler, coloro che competono per arrivare primi e si ha un bel dire che la Parigi-Brest-Parigi non è una gara vera e propria. Ma una classifica c’è, anzi c’è addirittura un sito che riporta tutti coloro che l’hanno completata mettendoli in fila in base al tempo. Gente che spinge sui pedali, mangia mentre va avanti, dorme solo pochi minuti in ogni sosta…

Dormire. C’è anche chi quest’esigenza fisiologica la mette completamente da parte. E’ il caso dell’americano Nick DeHann che nel 2023 si è aggiudicato la Parigi-Brest-Parigi con il tempo record di 41 ore e 46 minuti, arrivando fino a Brest, toccando l’Atlantico per poi tornare indietro. Più che il tempo è la media che fa impressione, superiore ai 29 chilometri orari, frutto di brevissime soste solo per avere il timbro necessario sul carnet. Rifornimenti in corsa, come un professionista e di riposo neanche a parlarne.

Nick DeHaan, primo classificato nell'edizione del 2023 con un tempo mostruoso, di gran lunga inferiore ai due giorni in bici...
Nick DeHaan, primo classificato nell’edizione del 2023 con un tempo mostruoso, di gran lunga inferiore ai due giorni in bici…
Nick DeHaan, primo classificato nell'edizione del 2023 con un tempo mostruoso, di gran lunga inferiore ai due giorni in bici...
Nick DeHaan, primo classificato nell’edizione del 2023 con un tempo mostruoso, di gran lunga inferiore ai due giorni in bici…

La prima sfida è con se stessi

Poi ci sono quelli delle 90 ore, vicini ai competitori, ma senza particolari velleità di classifica. Sono quelli che sfidano se stessi, che magari tornano ogni 4 anni per limare qualcosa al proprio tempo, ma che cercano di unire la parte competitiva con quella ludica. Sono loro che devono sapere gestirsi, usando i checkpoint come punti strategici, dove rifornirsi, riposare qualche ora, ricaricarsi di energie considerando che c’è un tempo limite per ritornare a Parigi e questo, nonostante tutto, è il fascino del raid.

Infine ci sono quelli delle 84 ore, ossia coloro che affrontano la Parigi-Brest-Parigi con mezzi particolari, che siano bici storiche, tandem, mezzi particolari come le pieghevoli. Per loro c’è anche una partenza specifica, perché scenograficamente hanno un impatto particolare, anche per chi trae immagini.

L’itinerario è costellato da circa 15 punti di controllo ufficiali posizionati in località storiche come Mortagne-au-Perche, Villaines-la-Juhel, Fougères, Tinténiac, Loudéac e Carhaix. Posti con grandi spazi, spesso palasport o villaggi espositivi dove mangiare e soprattutto dormire in branda. Presso ogni checkpoint, il randonneur deve obbligatoriamente timbrare il proprio “carnet di viaggio” cartaceo ed elettronico. Chi ne ha bisogno può anche godere di assistenza meccanica e medica.

Coloro che partecipano con bici particolari, d'epoca e prototipi prendono il via tutti insieme con uno start specifico
Coloro che partecipano con bici particolari, d’epoca e prototipi prendono il via tutti insieme con uno start specifico
Coloro che partecipano con bici particolari, d'epoca e prototipi prendono il via tutti insieme con uno start specifico
Coloro che partecipano con bici particolari, d’epoca e prototipi prendono il via tutti insieme con uno start specifico

Dall’Italia in più di 400

Inizialmente la Parigi-Brest-Parigi era vista come qualcosa di molto lontano dal movimento italiano, se si pensa che l’edizione del 1995 vide al via solamente 2 corridori nostrani, Fermino Zilioli e Piera Marzani. Oggi le cose sono molto diverse e il superamento del contingente di 400 partenti delle ultime due edizioni è il frutto dell’affermazione del movimento delle randonnée nel nostro Paese dove si sono moltiplicati gli eventi qualificativi, quelli che vanno completati per avere un necessario attestato per essere presi in considerazione al momento dell’iscrizione.

Ma si è fatto anche di più: l’Audax Randonneur Italia ha adottato il progetto “casa Italia”: a Rambouillet si possono ritirare le maglie della nazionale e avere un proprio deposito bagagli, oltre a supporto per affrontare l’avventura.

Abbiamo accennato spesso al fatto che non ci si può iscrivere normalmente alla PBP. Il diritto di preiscriversi si acquisisce nell’anno precedente l’evento. Gli organizzatori aprono le finestre di registrazione in modo scaglionato, dando la priorità assoluta a chi ha completato un brevetto da 1.000 chilometri o più. Poi è il turno di chi ne ha percorsi 600 in unica soluzione, poi 400 e così via. Ma meno chilometri sono nell’attestato, meno possibilità ci sono di essere accettati fra i meno di 7.000 ciclisti ammessi…

I partecipanti italiani alla Parigi-Brest-Parigi godono del supporto dell'ARI e vestono sempre la maglia azzurra
I partecipanti italiani alla Parigi-Brest-Parigi godono del supporto dell’ARI e vestono sempre la maglia azzurra
I partecipanti italiani alla Parigi-Brest-Parigi godono del supporto dell'ARI e vestono sempre la maglia azzurra
I partecipanti italiani alla Parigi-Brest-Parigi godono del supporto dell’ARI e vestono sempre la maglia azzurra

Quali prove verso la Parigi-Brest-Parigi

Il calendario italiano offre molteplici possibilità per raggiungere i crismi necessari per essere ammessi. Ci sono la Randonnée della Grande Guerra fra il Monte Grappa e l’Altopiano di Asiago, ma i principali eventi, quelli più utili perché hanno un chilometraggio superiore ai 1.000 chilometri sono la Sicilia No Stop disputata a inizio giugno e, nello stesso mese, l’Alpe 4000 che con i suoi 1.300 chilometri per 23 mila metri di dislivello è anche più dura della stessa prova francese.

Partecipare alla Parigi-Brest-Parigi è qualcosa di unico. Il viaggio verso Rambouillet inizia molto prima del giorno della partenza: comincia sulle strade di casa, affrontando il freddo delle mattine invernali nei brevetti da 200 chilometri, fino a superare il buio e la fatica delle prove da 600. Completare la PBP significa entrare in un club largo per numeri ma dal prestigio davvero unico, perché composto unicamente da vincitori. Prima di tutto con se stessi.

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