RIMINI – Abbiamo partecipato alle prime due giornate di Velo-city, la conferenza mondiale della ciclabilità promossa dalla European Cyclists’ Federation e tornata in Italia dopo 35 anni di assenza. L’evento è ancora in corso presso il Palacongressi di Rimini e si concluderà domani ma, nel frattempo, ieri sera a tenere banco è stata la Bike Parade, ovvero la pedalata cittadina che, come accade in tutte le edizioni di Velo-city, porta simbolicamente in strada i temi affrontati durante la conferenza, coinvolgendo non soltanto i delegati ed i relatori provenienti da tutto il mondo ma anche cittadini, appassionati e… turisti che da qualche settimana affollano la Riviera.
Già dalle sessioni del mattino di Velo-city serpeggiava una certa attesa: «Ci vediamo stasera alla Bike Parade?». «Yes, see you later».


Nel cuore di Rimini
E’ così, al tramonto, il serpentone ha preso il via dalla rotonda Lucio Battisti, accanto al Grand Hotel di Rimini, uno dei luoghi simbolo della città e del cinema di Federico Fellini. Tra le diverse centinaia di partecipanti si riconoscevano delegazioni provenienti da vari Paesi. Numerosa la presenza olandese, come prevedibile in un evento dedicato alla cultura della bicicletta, ma anche quella dei rappresentanti giapponesi, già impegnati a raccogliere il testimone per l’edizione 2027 della conferenza.
L’itinerario, sviluppato su un breve anello di circa 11 chilometri, ha permesso di scoprire alcuni dei luoghi più rappresentativi della città romagnola. Dalla zona del lungomare il gruppo ha costeggiato il porto canale e noi abbiamo seguito il flusso in sella ad una “Loady”, la cargo bike a pedalata assistita messaci a disposizione da Velo de Ville. «Che stile!» sentiamo esclamare quando ci fermiamo a fare la foto al gruppo con l’Arco di Augusto (il più antico arco romano tra quelli conservati) sullo sfondo, segno che le linee della nostra cargo non sono passate inosservate…
La pedalata è poi proseguita tra le vie adiacenti il centro storico, attraversando il Ponte Tiberio (altro monumento romano risalente al I secolo e ora in ristrutturazione) e raggiungendo Piazza Malatesta su cui si affaccia il Castello Sismondo.




Invaso il Parco del Mare
Dopo aver attraversato il cuore di Rimini, il corteo ha fatto ritorno verso la costa percorrendo il Parco del Mare, il grande progetto di riqualificazione urbana che negli ultimi anni ha trasformato il cosiddetto waterfront cittadino.
Proprio il Parco del Mare era stato protagonista anche della conferenza. Nella prima giornata di Velo-city, infatti, il progetto riminese aveva ricevuto uno dei tre award scelti dalla stessa ECF, organizzatrice di Velo-city (gli altri due sono andati a Helsinki ed Oslo). Percorrerlo al tramonto, circondati da centinaia di biciclette provenienti da tutto il mondo, ha rappresentato forse il modo migliore per comprenderne il significato: non una semplice pista ciclabile, ma uno spazio sottratto alle auto e restituito alle persone.


Dalla teoria alla pratica
Al di là dell’aspetto festoso (la pedalata si è conclusa con l’accompagnamento di una giovanissima banda musicale in prossimità dell’arrivo), la Bike Parade ha avuto il merito di trasformare in esperienza concreta alcuni dei temi affrontati durante Velo-city. Per qualche ora alcune strade normalmente dominate dal traffico automobilistico sono diventate luoghi da vivere a una velocità diversa.
Molti riminesi hanno osservato incuriositi il passaggio del lungo serpentone colorato, apprezzando la possibilità di vedere la città liberata dalle automobili e riconquistata da biciclette e pedoni. Una situazione temporanea, certo, ma sufficiente per immaginare scenari diversi per la mobilità urbana.
In fondo è proprio questo il significato più profondo della Bike Parade: dimostrare che la ciclabilità non è soltanto un argomento da discutere in conferenza, ma una pratica quotidiana capace di cambiare il modo in cui si vive una città.







