Sarah Cinquini: come si prepara un giro del mondo?Sarah Cinquini: come si prepara un giro del mondo?

| 18 Agosto 2026

Sarah Cinquini: come si prepara un giro del mondo?

Neanche il tempo di tornare da un’avventura estrema come la Transcontinental Race dove è tornata per la seconda volta, che Sarah Cinquini si è messa subito al lavoro per il suo grande progetto: il giro del mondo in bicicletta senza assistenza. Un’impresa da Guinness dei Primati e infatti sta già prendendo contatti con la grande organizzazione per ratificare il suo tentativo.

Cinquini ha progettato di partire per giugno 2027, manca poco meno di un anno ma sa già che saranno mesi febbrili nei quali non ci sarà tempo da perdere perché un’impresa simile, soprattutto se in solitaria, va pianificata nei più piccoli particolari.

Sarah Cinquini ha appena completato la sua seconda Transcontinental Race
Sarah Cinquini ha appena completato la sua seconda Transcontinental Race
Sarah Cinquini ha appena completato la sua seconda Transcontinental Race
Sarah Cinquini ha appena completato la sua seconda Transcontinental Race

«Abbiamo ancora un buon periodo a disposizione per rimettere insieme le idee e per organizzare – ammette – anche perché è parecchio impegnativa la parte logistica, c’è innanzitutto da costruire tutto il percorso».

Hai già un’idea di come strutturarlo?

Abbiamo già qualche traccia in lavorazione, però chiaramente non sono ancora quelle definitive. Sono già in contatto per i vari accreditamenti. Abbiamo già una linea immaginaria del tracciato. Abbiamo intanto stabilito il punto di partenza e arrivo che sarà la Fabbrica del Vapore a Milano. Ora devo immergermi in tutto quella che è la parte burocratica.

Com’è nata l’idea?

Non è un colpo di testa, ma è stata una preparazione negli anni. Le ultime due partecipazioni alla TCR hanno reso possibile il tutto perché comunque la reputo una gara molto dura e con delle regole molto ferree legate proprio al senza supporto e questo mi ha testato. Ora credo di essere matura per tentare un’avventura che sognavo fin da quando ho intrapreso questa carriera di ultracycler.

Il percorso del giro del mondo è ancora in definizione, con particolari difficoltà per tutta la parte mediorientale
Il percorso del giro del mondo di Sarah Cinquini è ancora in definizione, con particolari difficoltà per tutta la parte mediorientale
Il percorso del giro del mondo è ancora in definizione, con particolari difficoltà per tutta la parte mediorientale
Il percorso del giro del mondo di Sarah Cinquini è ancora in definizione, con particolari difficoltà per tutta la parte mediorientale
Tra le varie difficoltà nel costruire un percorso per un giro del mondo in bicicletta, c’è soprattutto la situazione politica. Ti sei fatta un’idea di che tratti fare?

Ho visto che l’altra ragazza che ha fatto il record aveva attraversato tutta la Russia, invece io dovrò rimanere al di sotto – afferma Cinquini – Quindi si pensava di passare sicuramente per i Balcani e poi per la Turchia e trovare il percorso giusto per superare il Medio Oriente. Tra i due conflitti, quello russo-ucraino e quello mediorientale c’è davvero pochissimo margine di manovra per rimanerne estranei. Poi so già che tutta la parte americana l’affronterò restando sempre in Canada. Quindi la prima cosa da fare è concretizzare le tracce sulle quali stiamo già iniziando a lavorare. Poi inizierà la parte più strettamente burocratica.

In che cosa consiste?

Prendere contatto con tutte le varie ambasciate, considerando che alcune, oltre il discorso del visto a pagamento hanno anche un visto temporale. E poi bisognerà verificare anche i collegamenti aerei. Io mi sono fatta un’idea di chilometri giornalieri da percorrere, che potrò sostenere a livello fisico. L’esperienza mi ha insegnato che con i traghetti rischi maggiormente di perdere l’appuntamento, perché può succedere di tutto e non sei una macchina… Ma anche il discorso degli aerei non è semplice da gestire: per prenderli a dei buoni costi di solito si cerca di prenotarli con anticipo, ma in questo caso non sarà possibile.

La scozzese detentrice del record Jenny Graham, che nel 2018 ha completato il giro in 124 giorni e 11 ore (foto Guinness)
La scozzese detentrice del record Jenny Graham, che nel 2018 ha completato il giro in 124 giorni e 11 ore (foto Guinness)
La scozzese detentrice del record Jenny Graham, che nel 2018 ha completato il giro in 124 giorni e 11 ore (foto Guinness)
La scozzese detentrice del record Jenny Graham, che nel 2018 ha completato il giro in 124 giorni e 11 ore (foto Guinness)
Quindi dovrai farlo in viaggio?

Sì, ci sarà da fare i conti con la prenotazione dei vari voli aerei e delle varie soste, perché non sono una che viaggia con delle tappe prestabilite. Le gare mi hanno insegnato che tutto può essere rimescolato, nel senso che ci sono delle giornate completamente no e poi improvvisamente cambia tutto.

Per la parte finanziaria?

Reperire gli sponsor è il primo problema, nel senso che non è facile trovare degli investitori. Ho già aperto una raccolta fondi e devo dire che sono rimasta stupita perché già ci sono state tante persone che hanno voluto donare di cuore e mi hanno dato tanto sostegno morale. Ma ammetto che è una parte difficile investire energie, testa e tutto in quello che è la preparazione di un evento così grosso che comporta un’assenza da casa di 4 mesi. Dal punto di vista fisico sono pronta, da quello mentale nì…

Nella sua costruzione del viaggio, Cinquini pone grande attenzione sulla bici e come attrezzarla
Nella sua costruzione del viaggio, Cinquini pone grande attenzione sulla bici e come attrezzarla
Nella sua costruzione del viaggio, Cinquini pone grande attenzione sulla bici e come attrezzarla
Nella sua costruzione del viaggio, Cinquini pone grande attenzione sulla bici e come attrezzarla
Un altro aspetto importante è la cura del mezzo e dell’abbigliamento…

Sì, ho ritestato nuovamente tutto il materiale – spiega Cinquini – oramai ad esempio ho almeno due modelli di fondelli completamente diversi da intercambiare nelle varie giornate in modo tale che comunque la pressione sia diversa tutti i giorni. Quello che mi porto dietro è assolutamente consono per ogni clima. E’ chiaro che su quattro mesi bisogna anche avere dietro dell’abbigliamento “civile”, perché chiaramente quando dovrò prendere l’aereo non salirò vestita da bici, d’altronde quando non pedali è bene che il corpo, anche nelle punti di pressione e di compressione, sia libero.

E per la bici?

Dovrò aumentare di almeno 5 litri la capienza delle borse della bici e sto già iniziando a lavorare su questo per capire dove andarli a mettere anche dal punto di vista aerodinamico, perché non voglio girare troppo pesante. Voglio sempre avere una bici sportiva, quindi sto aspettando di decidere anche alcuni dettagli tecnici della bicicletta, come ad esempio se cambio elettronico o manuale in funzione proprio delle tracce definitive. D’altro canto prevenire tutto non è possibile e questo è un problema…

Cinquini con il gruppo di ragazze di una comunità che l'hanno accolta a Porto San Giorgio
Cinquini con il gruppo di ragazze di una comunità che l’hanno accolta a Porto San Giorgio
Cinquini con il gruppo di ragazze di una comunità che l'hanno accolta a Porto San Giorgio
Cinquini con il gruppo di ragazze di una comunità che l’hanno accolta a Porto San Giorgio
Perché?

Lo scorso anno in Serbia, per dirne una, ho dovuto sostituire le pastiglie dei freni, un’operazione molto semplice, ma per fortuna le avevo dietro perché il negozio che avevo in traccia in Serbia non aveva assolutamente le pastiglie dei freni Sram che erano quelle necessarie. In un contesto così importante, dove comunque si va sempre a caccia di un record, tutti i dettagli sono importanti.

C’è anche una motivazione particolare dietro questa tua idea di fare il giro del mondo?

Sì, perché porto sempre avanti il progetto mio “Perché una Donna No”, che sarà al mio fianco anche quest’anno – afferma con entusiasmo Cinquini – E’ un messaggio forte, legato ai primi anni quando spesso mi veniva chiesto: «ma come, una donna da sola pedala giorno e notte?» e io ho iniziato a rispondere: «perché una donna non dovrebbe?». Da lì è nato il mio progetto che continuo a portare all’interno delle scuole, delle comunità, in tutti gli eventi dove c’è lo spazio per poter parlare della parità di genere. Per me è fondamentale, quando si fatica ad aver le energie e le forze per continuare, se sai che stai portando un messaggio importante, le energie tornano…

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