Valeria Palo, la prima bicicletta da corsa, Gusto, Zanolini BikeValeria Palo, la prima bicicletta da corsa, Gusto, Zanolini Bike

| 6 Maggio 2026

La scelta di Bolzano e la mia prima bici da corsa

Mai andata in bici prima, o meglio, mai andata in bici così seriamente e appassionatamente. Da dove vengo io non vi è una vera e propria cultura della bicicletta, a meno che non si abbia qualche appassionato di ciclismo nella cerchia di parenti e amici. Sin da bambina ho osservato i ciclisti ai lati della strada, interrogandomi sul perché decidessero di rischiare così tanto e ho ascoltato i commenti di chi alla guida, preoccupato e infastidito, tentava di superarli cercando di mantenere un’opportuna distanza di sicurezza laterale.

Poi qualche anno fa mi sono trasferita a Bolzano e ho scoperto cosa significhi veramente andare in bicicletta. La bici è quasi sempre immancabile nella vita di un altoatesino: qui ci si sposta così. Le piste ciclabili collegano i quartieri al centro città e il ciclista in strada rientra nella quotidiana normalità.

A Bolzano la bicicletta è una presenza abituale (immagine Luca Guadagnini)
A Bolzano la bici lungo vie e ciclabili è una presenza abituale (immagine Luca Guadagnini)
A Bolzano la bicicletta è una presenza abituale (immagine Luca Guadagnini)
A Bolzano la bici lungo vie e ciclabili è una presenza abituale (immagine Luca Guadagnini)

Il mondo del ciclismo

Una delle prime cose che ho fatto, oltre a imparare a sciare, è stata di avvicinarmi al mondo del ciclismo. Nell’ambito di una pedalata di gruppo, ho avuto l’occasione di provare una gravel, la bici da sterrato, una via di mezzo tra bici da corsa e mountain bike. La moda del momento. Da quella prima vera uscita in bici mi sono incuriosita e così ho comprato una gravel.

Nell’ottica di percorrere itinerari ibridi e viaggi di più giorni, la gravel è un’ottima soluzione proprio per la sua versatilità. Ricordo la mia San Candido-Bolzano via Lago di Braies: una lunga ciclabile con numerose deviazioni e percorsi alternativi. E’ stato ameno poter raggiungere il Lago di Braies con passaggi nel bosco, attraversando ruscelli, sterrati fangosi e qualche tratto più sconnesso.

Dalla gravel alla bicicletta da corsa: un passaggio dettato dal tanto asfalto delle uscite
Dalla gravel alla bicicletta da corsa: un passaggio dettato dal tanto asfalto delle uscite
Dalla gravel alla bicicletta da corsa: un passaggio dettato dal tanto asfalto delle uscite
Dalla gravel alla bicicletta da corsa: un passaggio dettato dal tanto asfalto delle uscite

La bici da corsa

Dopo un anno e mezzo di avventure, per lo più pedalate su strade asfaltate, ho iniziato a trovare interesse nella bici da strada. In fin dei conti l’allenamento quotidiano riguardava sempre la percorrenza delle ciclabili di zona.

In più, ho amato pedalare le salite dei dintorni e i passi dolomitici, come ad esempio i quattro passi attorno al Gruppo del Sella, il passo Pennes, tra Sarentino e Vipiteno, e pochi altri importanti dislivelli. 

Quella sensazione inspiegabile di voler raggiungere il punto più alto, l’emozione della discesa che realizza la conquista e poi ricominciare… La bici da corsa è meditazione, sfida, ebrezza della velocità e operosità delle salite. La sforzo arriva sicuramente prima del divertimento. E secondo me il ciclismo insegna proprio questo: la tenacia e la libertà attraverso la fatica. In gravel il ritmo è difficilmente forsennato, l’obiettivo è quello di godersi il viaggio. 

Oggi penso di cercare di più l’adrenalina scaturita dalle pedalate su strada e dalle ascese impegnative, realizzando così che la bici da corsa avrebbe arricchito la mia esperienza, incrementando il potenziale delle prestazioni.

Dalla gravel alla bicicletta da corsa: un passaggio dettato dal tanto asfalto delle uscite
Cristian Zanolini, classe 1968, è stato un professionista per tre stagioni dal 1993 al 1995
Dalla gravel alla bicicletta da corsa: un passaggio dettato dal tanto asfalto delle uscite
Cristian Zanolini, classe 1968, è stato un professionista per tre stagioni dal 1993 al 1995

Il negozio di Zanolini

Dopo tanti giri alla ricerca della mia prima bici da corsa, mi sono affidata a Zanolini Bike, uno storico rivenditore di Bolzano. Cristian Zanolini, con un passato da ciclista professionista, mi ha supportato con estrema disponibilità in questa ricerca, proponendomi una Gusto, un marchio taiwanese la cui storia passa anche da Tadej Pogacar

Accennandomi la storia di questo brand e invitandomi ad approfondirla, già avevo capito che non mi stesse vendendo soltanto un prodotto, bensì un’idea precisa di intendere il ciclismo. La scelta dei marchi che ogni rivenditore decide di offrire è una ricerca accurata, basata su uno studio attento e meticoloso dei prodotti e non solo. 

Così Cristian ha ordinato per me una Gusto Cobra Evo con cambio meccanico sulla quale abbiamo montato ruote in carbonio dal profilo basso. Gli ho portato i miei pedali, con l’accordo di prendere le misure in sella.

Cristian è diretto, di poche parole e, senza fronzoli, va direttamente al punto: succinto, ma esauriente, cortese e convincente. Nonostante le numerose persone in attesa di assistenza e nonostante avessi suggerito di poter tornare in un momento più tranquillo, con molta serietà Cristian ha proseguito col prendermi le misure. 

A mano, come una volta. Una dima di precisione, metro, filo a piombo e rulli. Ha proceduto per piccoli aggiustamenti, questione di millimetri: misure principali, poi la sella, il manubrio; mi ha regolato le tacchette suggerendomi un posizionamento più corretto.

La bici è una Gusto Cobra Evo con cambio meccanico e ruote in carbonio a basso profilo
La bici è una Gusto Cobra Evo con cambio meccanico e ruote in carbonio a basso profilo
La bici è una Gusto Cobra Evo con cambio meccanico e ruote in carbonio a basso profilo
La bici è una Gusto Cobra Evo con cambio meccanico e ruote in carbonio a basso profilo

Condivisione e passione

Quando ho visto il filo di piombo la mia mente si è avventurata in una riflessione articolata. Ho realizzato la sua professionalità: attraverso l’accuratezza e la precisione che ha messo in quei piccoli gesti tecnici di misurazione ho osservato una persona preparata, competente, appassionata. Un grande professionista, come ce ne sono pochi al giorno d’oggi. Nonostante la stanchezza di fine giornata e la possibilità che sia stato un giorno pesante anche a livello personale ed emotivo, l’esperto è riuscito a portare a termine il lavoro. 

Tutto questo è avvenuto circondati dalla piacevole presenza di persone di fiducia che si trovavano nel negozio in quel momento, animando un’incoraggiante partecipazione: commenti, osservazioni e spunti di riflessione. Nel suo piccolo, la mia esperienza di acquisto è stata espressione di rapporti di amicizia genuini. E’ facile intuire che questa atmosfera confortevole nasca da un autentico spirito di condivisione alimentato dalla comune passione per il ciclismo. In un mondo che continua a perdersi in ragionamenti superficiali, la benevolenza e la dedizione al servizio degli altri hanno un valore inestimabile. Grazie Cristian, è stato un piacere e un onore. 

Adesso tocca a me, inizio a pedalare. In sella alla nuova bici ho provato una percezione tutta diversa. Una scorrevolezza sulla strada che non immaginavo fosse possibile avere. Quella sensazione che ogni pedalata mi portasse tre volte più in avanti di prima. Quel sentirsi un tutt’uno con la bicicletta: ogni mio movimento lo avverte anche lei. Quel senso di leggerezza, quel muoversi librati dal vento. Tutta un’altra armonia, a tratti indescrivibile. Poter attingere a tutto ciò è un privilegio, che spero di non stancarmi mai di desiderare.

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