| 28 Marzo 2024

Lago di Como: un territorio a misura di bici

Il Lago di Como è legato, attraverso tante manifestazioni sportive, alla bici e al mondo dei pedali. Negli ultimi anni, però, questa sua inclinazione è diventata sempre più forte, grazie all’avvento di un nuovo tipo di turismo: quello ciclistico. Scoprire queste zone, che vanno da Lecco a Como, passando per Bellagio e altri paesini a strapiombo sul blu del lago, è un piacere unico. 

Uno che da queste parti ci ha pedalato, e parecchio, è Ruggero Borghi, ex ciclista professionista che ora segue i ragazzi del CC Canturino. «Il lago di Como, in tutta la sua bellezza, è stata la mia palestra di allenamento per 20 anni. Da quando ho smesso di correre ho trovato il modo di godermelo appieno, scoprendone un profilo diverso, più lento e turistico».

In cima alla salita del Ghisallo nasce il famoso museo del ciclismo
In cima alla salita del Ghisallo nasce il famoso museo del ciclismo

Da tutto il mondo

Pedalare sulle sponde interne del Lago di Como rende l’idea di come la bici sia diventata, piano piano, il mezzo grazie al quale scoprire nuovi territori. Le strade diventano sempre più piene di cicloturisti, ognuno con il mezzo che preferisce. Il ritmo lo scandisce il lago, a noi tocca solamente apprezzarne i colori e le curve. 

«Ormai Como, Bellagio, Argegno e Menaggio sono diventate mete di cicloturisti che vengono da tutto il mondo. Sono tantissimi gli americani, i tedeschi e non solo. Fino a 20 anni fa, quando correvo, le facce erano le stesse, oggi è impensabile trovare lo stesso volto a distanza di una settimana. C’è tanto ricambio, lo si vede dalle tante targhe straniere parcheggiate lungo le sponde. Una grande mano, da questo punto di vista, l’ha data l’avvento dell’elettrico che ha dato un boost incredibile al movimento turistico a pedali».

Uno dei luoghi più suggestivi da raggiungere in bici è il Balcone d’Italia a Sighignola
Uno dei luoghi più suggestivi da raggiungere in bici è il Balcone d’Italia a Sighignola

Pianura e salite

Il Lago di Como ha incastonate tra i propri rami, tante salite, tutte rese iconiche da eventi sportivi diversi, come il Giro di Lombardia o il Giro d’Italia. Queste strade, nel tempo, si sono riempite anche di tanti cicloturisti, perché i paesaggi che si possono ammirare spezzano il fiato e alleggeriscono le gambe. 

«Salite, tante – spiega ancora Borghi – ma anche pianura. Dipende da dove si pedala, se si rimane vicini alle sponde del lago ci sono tanti itinerari pianeggianti. Chi ama salire, invece, può farlo da diversi lati, i più famosi sono quelli del Ghisallo e della Colma di Sormano. In cima al Ghisallo ci sono il Santuario dedicato ai ciclisti e un fantastico museo. Mentre a Sormano, in vetta ai suoi 1.000 e passa metri, c’è un bel rifugio con una vista spettacolare sulle montagne circostanti».

«Il paese di riferimento per i turisti – continua – è Bellagio, per la sua fama, anche al di fuori della bici, ma anche per i tanti tour operator presenti. Il noleggio delle e-bike o delle e-mtb è in netta crescita e ci sono tante gite organizzate per i turisti (foto apertura foto Rifugio Venini)».

Le sponde esterne

Non c’è solamente la parte interna, ma anche le sponde esterne, con paesi come Mandello del Lario, Varenna, Colico, Argegno e tanti altri. 

«Da Bellagio – racconta ancora Borghi – si possono prendere diversi traghetti e spostarsi verso l’esterno del lago. Si può andare verso la Val d’Intelvi, un territorio che grazie al ciclismo sta prendendo sempre più piede. Una delle mie mete preferite è la Capanna Bruno, oppure Sighignola dove c’è il famoso Balcone d’Italia, con vista su Lugano e la Svizzera. Sono strade anche poco trafficate, ad esempio da San Fedele Intelvi fino in cima al Balcone d’Italia si trovano tre macchine in tutto». 

«Uno dei miei posti preferiti – dice Borghi – è l’Alpe Colonno che si trova a metà tra Menaggio e la fine del Lago di Lugano. Queste zone oltre alla bici da strada, sono percorribili con mountain bike muscolari ed elettriche. Nella parte sud, poco sopra Como, c’è il Monte Generoso, che divide Italia e Svizzera, una volta territorio dei contrabbandieri. Proprio lì, nel paese di Erbonne, è nato il museo del contrabbando, un posto particolare ma davvero bello da visitare».

Il Brevetto del Ghisallo è nato nel 2021 e premia i cicloturisti che affrontano la scalata fino al Santuario
Il Brevetto del Ghisallo è nato nel 2021 e premia i cicloturisti che affrontano la scalata fino al Santuario

Il Brevetto del Ghisallo

Da qualche anno è anche nata una bella iniziativa, per incentivare i cicloturisti a pedalare su queste strade. Nel 2021, da un’idea di Emanuele Marconi, si può ricevere un brevetto che testimonia la scalata del Ghisallo.

«Esistono tre versioni – racconta Marconi, il fondatore del Brevetto – e sono tutti legati ad un modo di vivere la bici in maniera sana ed equilibrata. La quarta edizione, che partirà il 6 aprile prossimo, vedrà l’inserimento di un quarto percorso, quello Experience. Un anello di 52 chilometri che unisce il Muro di Sormano e il Ghisallo, su questo potranno pedalare tutte le biciclette muscolari, dalla strada al gravel, fino alla mountain bike.

«Inoltre, il 12 luglio, questa è una novità del 2023, ci sarà una pedalata al tramonto sulle rampe del Ghisallo, partendo da Bellagio, si tratta della seconda edizione. Ogni anno cerchiamo dei nuovi partner per far crescere il movimento, così quest’anno avremo accanto la Fondazione Michele Scarponi e con loro ci concentreremo sul tema della sicurezza stradale con diverse iniziative».

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