Valle Primiero, MythosValle Primiero, Mythos

| 25 Marzo 2026

Primiero si avvicina il mondiale Marathon e Debertolis racconta…

Quando qualche anno fa fu assegnato, sembrava lontanissimo, ma ora eccolo materializzarsi. Parliamo del Campionato del mondo Marathon che avrà luogo grazie alla Mythos Primiero Dolomiti il prossimo settembre. La Valle di Primiero si trova in Trentino, lambita dalla provincia di Belluno a sud e dal Passo Rolle, quindi dalle Pale di San Martino a nord.

Una terra splendida, ancora “selvaggia” e perfetta per fare sport. Non è un caso che qui sia nato e cresciuto proprio un campione del mondo Marathon, Massimo Debertolis. Ed è proprio Max che ci racconta di più sul territorio della Mythos (i suoi percorsi) e, più in generale, della sua valle (le foto di questo articolo sono di Mythos Primiero Dolomiti).

Massimo Debertolis, il padrone di casa, ci porta nella sua Valle del Primiero
Massimo Debertolis, il padrone di casa, ci porta nella sua Valle del Primiero dove il prossimo 12-13 settembre si disputerà il mondiale Marathon
Massimo Debertolis, il padrone di casa, ci porta nella sua Valle del Primiero
Massimo Debertolis, il padrone di casa, ci porta nella sua Valle del Primiero dove il prossimo 12-13 settembre si disputerà il mondiale Marathon
Max, Mondiale Marathon, Mythos Primiero. E’ un po’ la tua creatura insieme all’altro Massimo, Panighel. Come l’hai fatta nascere? Ce l’avevi in mente da sempre?

E’ vero, ce l’avevo in mente da un po’. Con Massimo Panighel ci eravamo sentiti, ci conosciamo da una vita. Lui aveva già avuto esperienze iridate, l’ultima con il mondiale della 3 Epic. C’era la volontà di fare qualcosa qui da noi. Poi è arrivato il Covid e siamo partiti nell’anno forse meno indicato, il 2021, quello post pandemia. Il percorso è tutto qui nella mia valle, dove da sempre pedalo e mi alleno.

E dove hai costruito i tuoi successi…

Sì, anche. Ho la fortuna di riuscire ancora a ritagliarmi del tempo per pedalare, perché la passione viene prima di tutto. Ed è ancora forte e la MTB è una delle mie prerogative. Conosco il mio territorio a menadito e quindi, quando con Panighel ci siamo messi d’accordo per disegnare il percorso, diciamo che più o meno ce l’avevo già in testa. Ma una svolta ulteriore c’è stata nel 2018.

Il Primiero offre molti tipi di terreno, ma sempre panorami a dir poco suggestivi
Il Primiero offre molti tipi di terreno… E panorami a dir poco suggestivi
Il Primiero offre molti tipi di terreno, ma sempre panorami a dir poco suggestivi
Il Primiero offre molti tipi di terreno… E panorami a dir poco suggestivi
Perché cosa è successo in quell’anno?

Qui nelle Dolomiti c’è stata la famosa tempesta Vaia, che ha sradicato milioni di alberi. Da questo disastro, anche per merito delle amministrazioni, sono nate delle risorse. Per raccogliere il legname sono state create nuove strade forestali, collegando tra loro sentieri che prima non erano percorribili in bici. Da qui è nato un percorso che abbraccia molte delle parti più iconiche della Valle del Primiero. Quando l’ho pensato, volevo far passare i partecipanti in luoghi dove io, nonostante ci sia stato centinaia se non migliaia di volte, ancora oggi mi emoziono. Il tutto con una mia filosofia.

Quale?

Che fosse un percorso pedalabile ma anche tecnico, sia in salita che soprattutto in discesa. La Mythos Primiero Dolomiti è una gara che, a differenza di tante altre, è di vera MTB, dove la componente tecnica non manca, che piaccia o meno. In più, con le biciclette che abbiamo oggi tra le gambe – full da 120 millimetri, ruote da 29” e reggisella telescopico – ci si diverte davvero. Queste bici altrimenti non vengono mai sfruttate fino in fondo. Il tutto sempre pensando che, quando si alza lo sguardo dalla ruota davanti, si ha la sensazione di essere immersi in un paesaggio unico.

Il Primiero è anche gusto. Oltre ai noti piatti montagna, come la polenta o i canederli qui va forte la Tosèla un formaggio da gustare fresco o "alla griglia"
Il Primiero è anche gusto. Oltre ai noti piatti montagna, come la polenta o i canederli qui va forte la Tosèla un formaggio da gustare fresco o cotto (foto Strada dei vini e sapori Trentino)
Il Primiero è anche gusto. Oltre ai noti piatti montagna, come la polenta o i canederli qui va forte la Tosèla un formaggio da gustare fresco o "alla griglia"
Il Primiero è anche gusto. Oltre ai noti piatti montagna, come la polenta o i canederli qui va forte la Tosèla un formaggio da gustare fresco o cotto (foto Strada dei vini e sapori Trentino)
Max, hai parlato dei punti che ti emozionano ancora. Indicacene tre?

Sicuramente lo scollinamento della prima salita, il Col dei Cistri tra Imer e Siror, prima di arrivare a San Martino di Castrozza. Poi direi tutta l’area di Calaita, attorno a metà percorso, e il passaggio sotto le Pale di San Martino. Sono luoghi per me intensi, sia per la loro bellezza sia per i ricordi che evocano. Penso a quando ero bambino e pedalavo lì con i miei fratelli.

E allora Max, parlaci della tua valle, il Primiero…

E’ una valle accogliente, aperta a 360 gradi sia d’estate che d’inverno, tra bici e sci. Strada, tanta MTB e ora anche gravel, soprattutto dopo Vaia. Certo, chi viene non deve aspettarsi una valle dolce. Qui o si sale o si scende, non è come la Val Pusteria, per esempio. Da noi magari riesci a fare 100 chilometri di sentieri, ma anche 3.000 metri di dislivello. Ci sono fondi di ogni tipo. Sassi e strade sterrate. Bike park (quello di Tognola, ndr) e fondo di sottobosco con terra e radici. Prato… E poi rifugi e luoghi dove mangiare piatti tipici e godere di panorami stupendi.

Un passaggio simbolo della Mythos Primiero Dolomiti è il ponte tibetano
Un passaggio simbolo della Mythos Primiero Dolomiti è il ponte tibetano
Un passaggio simbolo della Mythos Primiero Dolomiti è il ponte tibetano
Un passaggio simbolo della Mythos Primiero Dolomiti è il ponte tibetano
Anche il percorso della Marathon ricalca queste caratteristiche, giusto?

Sì, sarà un tracciato accattivante, tecnico, panoramico, ma duro. Una caratteristica che ho voluto a ogni costo è che fosse un percorso sopra le quattro ore di gara come minimo, come una vera Marathon dovrebbe essere. La discriminante delle quattro ore corrisponde ai 200 chilometri su strada. Fino a quattro ore possono vincere in tanti, ma man mano che si va avanti sempre meno.

Giustamente per un titolo mondiale serve una gara “mondiale”…

Esatto. Ma la bellezza per noi è al centro. Ci sono passaggi iconici come il Monte Velo, l’ultima salita con il passaggio dal Ponte Tibetano e la discesa finale. Una discesa tipica, tecnica, ma attenzione: non voglio spaventare nessuno. Questa discesa si faceva già nel 1996, quando si correva la Rapichissima, e la si affrontava con bici in acciaio e freni cantilever. Oggi, come dicevamo, abbiamo tutt’altra bici e per di più il sentiero è stato anche risistemato.

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