Oltradige, KomootOltradige, foto Komoot

| 10 Aprile 2026

Oltradige facile e panoramico: meleti, vigneti e due laghi

Di nuovo in bici e di nuovo con i consigli di Michele Malfatti, guida e tracciatore trentino che ha all’attivo centinaia di itinerari. Se la volta scorsa, tra i giri di primavera ci aveva portato sul Ballino, stavolta l’anello proposto è più facile e si adatta bene a uno spettro amplissimo di ciclisti. Tuttavia non si rinuncia a un po’ di brivido. A proposito, la meta? L’Oltradige e la Bassa Atesina.

Un giro molto bello per il periodo in cui siamo. Non sale troppo in quota, ci si gode il tepore della bassa pianura e si pedala quasi sempre sulla ciclabile dell’Adige. Non resta che salire in sella dunque (in apertura foto Komoot).

Si parte in pianura

Siamo nel cuore della valle dell’Adige, appena entrati nella provincia di Bolzano. Il punto di ritrovo è Egna-Ora, proprio sulla ciclabile dove sorge un “bici-grill”. E’ una struttura ideale per refrigerarsi e magari anche per eseguire piccole riparazioni.

Noi puntiamo le ruote verso Nord, ma proprio sulla nostra destra si stagliano salite storiche, come quella del Passo di San Lugano, che poi introduce alle Dolomiti a valichi come Rolle o Manghen. Meglio aspettare per certe fatiche!

Ben presto si capisce il Dna di questa zona: meleti e vigneti, vigneti e meleti. Non a caso poi ci si immetterà anche nella Strada del Vino, solcata da un’altra ciclabile storica, quella dell’Oltradige, che scorre parallela a questa.

Ma andiamo con ordine. Dicevamo: si pedala verso Nord. Arrivati si lambisce la parte meridionale di Bolzano, ma assolutamente non vi si entra. Tuttavia si può vivere un momento geografico insolito. Nei pressi di Frangarto, piccolo borgo di origine medievale che segna il giro di boa, si può assistere alla confluenza dell’Adige e dell’Isarco.

La perla Monticolo

Frangarto. Paesino che si raggiunge dopo 20 chilometri tondi, tondi e piatti come un biliardo. Tutti, ricordiamo, in ciclabile. A questo punto però si imbocca dapprima la ciclabile dell’Oltradige e la Strada dei Vini di Cornaiano e si inizia a salire.

Lo si fa sui colli dell’Oltradige, un piccolo gruppo montuoso che spunta nella grande pianura dell’Adige. La metà di queste cime, attenzione: parliamo di 500 metri di quota o poco più e si parte da oltre 200 metri di altitudine, nasconde una perla: il lago di Monticolo. Che poi in realtà sono due, quello grande e quello piccolo. L’intera zona conserva specie arboree e floreali particolari. La sosta è d’obbligo.

Come una sosta, anche se impone una piccola deviazione, va fatta assolutamente poco prima di puntare ai Laghi di Monticolo. Parliamo della sosta al MMM Firmiano. Si tratta di uno dei sette musei di Reinhold Messner: qui il tema è l’uomo e la montagna nel suo rapporto più ampio e non solo alpinistico.

Nel cuore dell’Oltradige

A questo punto si inizia a scendere e ci si immette nel cuore dell’Oltradige. La protagonista indiscussa è la ciclabile di Caldaro. Una vera perla immersa nei vigneti, ma a tratti anche nel bosco. E’ una ciclabile tra le più ben mantenute dell’Alto Adige. Tra l’altro proprio in primavera qui i flussi di turisti diventano importanti.

Giunti a Caldaro, poco dopo 40 chilometri, Malfatti propone di lasciare la ciclabile e di seguire la Via Castelvecchio, che è super panoramica e taglia i vigneti a mezzacosta. Si sale fino a quota (circa) 600 metri, nell’abitato di Sella. Ma la vista ripaga ogni sforzo. Tra l’altro proprio sotto di noi sembra di potersi tuffare nel Lago di Caldaro, altro biotopo di valore naturalistico non da poco.
In alternativa si può continuare sulla Strada del Vino, strada che comunque si riprende a Cortaccia, una volta tornati a valle.

A questo punto l’anello volge al termine. Si punta l’altro giro di boa, Cortina, si ripassa dall’altra sponda dell’Adige e quindi si chiude a Ora dopo 74 chilometri e poco più di 800 metri di dislivello (qui la traccia).

E infine, come non chiudere con i due prodotti simbolo di questo anello: lo strudel di mele e il vino. Due prodotti che magari si assaporeranno meglio dopo averne respirato l’aria e l’ambiente di provenienza.


Ciclabile Oltradige: Bolzano – Appiano – Caldaro

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