Per la prima edizione di un evento fuoristrada, Luis Angel Matè ha scelto i sentieri su cui è cresciuto pedalando. L’idea gli era venuta già lo scorso anno, ma non ci sarebbe stato il tempo necessario. E così l’ex ciclista professionista di Marbella – allenatore, direttore sportivo e manager di Orbea – si è preso il giusto spazio e ha lanciato il Desafio Sierra de las Nieves per gravel e MTB, nell’omonimo Parco Nazionale a nord di Marbella dove vive.
Ci troviamo nell’entroterra della provincia di Malaga, a due passi dalla Costa del Sol. Se si svolgesse nelle settimane estive, oltre a dover combattere contro il caldo asfissiante del sud della Spagna, i ciclisti dovrebbero combattere anche con il sovraffollamento. Ma siccome l’appuntamento è per il 22 novembre e laggiù le temperature saranno ancora miti, prenotare un aereo e organizzarsi una vacanza con la bici al seguito diventa un’idea da non sottovalutare.




Cento chilometri nel nulla
Il Parco ha paesaggi straordinari come la gola più profonda dell’Andalusia, un complesso labirinto di grotte, gallerie e vette che raggiungono quasi i 2.000 metri di quota come La Torrecilla. Accoglie fino a 1.500 tipi di piante e il bosco di Abies Pinsapo (l’abete di Spagna) più esteso di tutta la Penisola Iberica. In più ci sono i caratteristici paesini bianchi in cui sperimentare varie attività. Uno di questi si chiama Tolox e da lì parte il Desafio Sierra de las Nieves.
«Si chiama così – sorride Mate – perché siamo al Sud della Spagna dove normalmente non nevica tanto, ma nella Sierra ci sono vette fino a 2.000 metri e d’inverno la neve non manca. Ne cade sempre meno, però lo spettacolo d’inverno è da una parte il mare e la spiaggia e alle spalle le montagne tutte bianche.
«Sono i posti dove io sono cresciuto e dove sono sempre andato con la MTB. Puoi fare 80, 90, 100, 120 chilometri senza incontrare nessun villaggio, senza trovare praticamente niente. Sono delle zone veramente poco conosciute, semplicemente con la natura e questa sfida».


La promozione dell’entroterra
Lo scopo di organizzare un evento è promuovere il territorio: una scelta sempre più diffusa, in Spagna come pure in Italia. In quell’angolo di costa, il ciclismo su strada è popolarissimo: da novembre a febbraio, le strade si riempiono di squadre in ritiro e cicloturisti in fuga dall’inverno, ma verso l’interno vanno veramente in pochi.
«Il Desafio – conferma Mate – nasce soprattutto dal bisogno di fare conoscere a tutto il mondo questa Sierra che è vicina al mare, vicina a Marbella, cioè alcuni dei posti turistici che tutto il mondo conosce. Dietro abbiamo delle montagne bellissime, che però sono delle grandi sconosciute.
«Mi piace l’idea di fare promozione turistica del mio territorio, perché è la mia casa e per me è un posto ideale per andare in bici. E poi c’è questa sfida nella sfida. Io da quelle parti ci sono sempre andato con la MTB, ma adesso ci sono dei posti in cui sta prendendo piede anche il gravel e la disputa su quale bici sia più veloce è ormai un’abitudine».


Gravel o mountain?
La sfida nella sfida è proprio questa: nella stessa prova di 85 chilometri con 1.900 metri di dislivello positivo partiranno sia atleti in gravel sia in MTB. Per questo, Mate ha disegnato un percorso misto: con pezzi tecnici in cui la mountain bike è più adatta e salite più lunghe dove la gravel va meglio perché è più leggera.
«Non so dire quale bici vincerà – ammette Mate sorridendo – credo che come sempre vincerà il ciclista più forte, quello con le gambe. Io stesso ancora non so se la farò con la gravel o con la MTB. Farò qualche test e deciderò, ma non saprei dire quale sia più veloce sul percorso. Mi incuriosisce semmai vedere la suddivisione dei partecipanti.
«Nella nostra zona ci sono tante scuole di MTB e corridori come Hermida che hanno vinto mondiali di specialità vengono proprio da qui. Per cui penso che tanti verranno con la bici da montagna, però spero di avere anche tanta gente sul gravel. E’ una nuova disciplina, nel Nord della Spagna è diffusissima: spero che al via saranno 50 e 50».


I voli su Malaga
Per essere sicuri che tutto vada bene e il sistema di richiesta delle autorizzazioni per svolgere attività sportiva nel Parco sia efficiente, Mate racconta di aver già organizzato alcuni eventi minori nella stessa zona.
«Prove di MTB – spiega – fatte proprio per capire come avere i permessi. Da quando la riserva è stata nominata Parco Nazionale, per fare il grande evento, bisogna farne prima alcuni più piccoli per avere l’autorizzazione».
E visto che la parte burocratica è stata tutta definita, non resta che organizzare il viaggio, considerando come riferimento l’aeroporto di Malaga.
«I voli su Malaga – dice Mate che era spessissimo in Italia – ci sono da Bergamo, da Milano, da Roma, da Napoli e da Bologna. Poi dall’aeroporto a Tolox ci sono 40 minuti, cinque in più per chi arrivasse da Marbella. Le nostre zone sono molto conosciute dai ciclisti italiani: ce ne sono veramente tanti e alcuni arrivano per allenarsi quando inizia a fare freddo. Parlo di Michele Scarponi, Alessandro Bertolini, Andrea Peron che viveva proprio a Marbella e come lui anche Davide Rebellin. Perciò certo che invitiamo tutti gli amici italiani a scoprire la Sierra de las Nieves, noi li aspettiamo».







