Nel raccontare il primo weekend di GOW che si è svolto ad aprile (Girls on Wheels, evento MTB per sole donne che si svolge con il supporto di LIV Cycling) e prospettare il prossimo, che si terrà da domani a Populonia, l’organizzatrice Beatrice Pontalti ha parlato più volte delle sessioni di yoga che si terranno anche durante quei giorni. Ne ha parlato con grande partecipazione, lasciando intendere la sua pratica della disciplina e raccontando che l’insegnante che aveva coinvolto la prima volta aveva fatto addirittura uno studio dei movimenti in sella per individuare gli esercizi migliori da proporre alle partecipanti.


Lo yoga per i biker
Da qui è nata la voglia di guardare oltre, ripartendo proprio dalla biker trentina e poi andando in cerca della sua insegnante di yoga. Nel ciclismo che confonde spesso la disciplina orientale con lo stretching, cercare di capirne qualcosa di più può essere utile anche a chi ci legge e un’idea nel merito non ce l’ha ancora.
«La mia istruttrice di yoga, che è bravissima, si chiama Debora – spiega Beatrice Pontalti – e si è studiata un allenamento volto a utilizzare i muscoli più sollecitati sulla mountain bike. Lo yoga che pratico con lei si chiama Vinyasa e tende a lasciar andare tutte le energie negative e ritrovare dentro di sé l’equilibrio e la pace attraverso la respirazione, si lavora tanto anche su quello.
«La prima parte di una sessione con lei è dedicata alla respirazione. Poi ci sono i benefici soprattutto a livello di elasticità e mobilità. Personalmente mi aiuta a non essere… incriccata ed essere più elastica. Pratico molti sport, la mobilità è veramente essenziale, ma è così anche per chi non pratica sport».


La curiosità inziale
Il suo è stato l’approccio di tanti, dettato dalla curiosità e dalla voglia di fare qualcosa di insolito nel momento in cui se ne ha il tempo. Poi la curiosità ha preso il sopravvento e ora lo yoga è entrato nella sua routine.
«L’avevo sempre fatto in vacanza – conferma Beatrice – magari iscrivendomi ai corsi di yoga che organizzavano nell’hotel o nel villaggio di turno. Invece nel 2024 mi sono scaricata un’app e ho fatto un po’ di mesi da sola. Poi ho visto che di fronte a casa mia Debora faceva le sue lezioni, ho iniziato con lei e ho visto davvero tanti benefici. Era un periodo particolare e difficile e lo yoga mi è servito molto a livello psicologico».
Fin qui l’approccio di una come noi, che si lascia incuriosire e sperimenta. Dietro però c’è tanto studio. Il mondo dello sport, non solo il ciclismo, è frequentato da professionisti di queste discipline che coltivano l’aspetto mentale accanto a quello fisico.
Si pensa che il ciclismo sia solo una questione di gambe, in realtà è vero fino a un certo punto, perché poi intervengono le braccia, il tronco, le spalle, la testa. Lo yoga permette di coinvolgere contemporaneamente le catene cinetiche: l’anteriore, l’ulteriore, la trasversale. E quando il corpo e la mente sono consapevoli di questi meccanismi a secco, poi riesce a controllarle anche in bici.


Parola all’insegnante
Ecco perché il passo successivo è stato sentire Debora Dell’Eva, trentina come Beatrice (immagine di apertura). Lei ha scoperto lo yoga non in vacanza, ma durante un periodo di studi a Londra e non se ne è più separata. Ha frequentato i suoi Yoga Teacher Training: ne ha fatto più d’uno in Italia e l’ultimo in India. Così ha preso le abilitazioni per insegnare anche se, come ama dire, non si finisce mai di imparare.
«Ci sono varie zone del corpo del ciclista – spiega entrando nel dettaglio del suo lavoro per GOW – che subiscono dei carichi ripetitivi e quindi il movimento necessita di essere vario. Si può lavorare molto sui quadricipiti, sui glutei, i polpacci. Così ho analizzato il gesto di chi pedala e vi ho associato i movimenti dello yoga che più possono giovare. La pratica ad esempio va pensata diversamente se è fatta prima o dopo l’uscita. Prima di uscire si lavora di più sulla mobilità articolare, su esercizi un po’ più dinamici. Dopo l’uscita si può lavorare di più sul recupero, su posizioni che vanno a distendere e rilassare i muscoli.
«A tutto ciò, ho aggiunto il dettaglio della respirazione. Il respiro è fondamentale e ci sono delle pratiche che aiutano il ciclista a concentrarsi e svuotare completamente la mente, anche durante lo sforzo. Esiste una pratica respiratoria che si chiama Ujjayi e aiuta a dosare meglio il respiro e le forze, soprattutto nel momento di fatica. E poi ce ne sono altre che possono essere fatte nel momento in cui il ciclista ha bisogno di più forza e più energia, quindi energizzanti e stimolanti».








La costanza premia
E’ un mondo complesso e non può certo essere un articolo a spiegare tutto, ma se ottenesse il risultato di suscitare la curiosità di chi lo ha letto, saremmo già a buon punto. Anche se le parole sul tipo di lavoro da fare prima e dopo l’uscita hanno fatto sorgere il dubbio che a volte lo yoga sconfini nello stretching e se ne perda la potenza.
«Dipende dalla persona – spiega Debora Dell’Eva – e da che punto di vista vuole vederlo. Ci sono persone che fanno yoga solo ed unicamente per fare dello stretching, ma lo yoga ha un lato profondo e sottile che in altre pratiche non c’è. Lo yoga ti aiuta a coltivare la presenza. Cosa vuol dire? Io sono presente, la mia mente è qui e ora. Perciò, essendo presente, riesci ad avere molto più controllo su quello che stai facendo. Hai capacità di ascoltare quello che sta succedendo nel corpo, impari anche a riconoscerne i segnali e magari trovi le tecniche per reagire alle varie situazioni.
«Uno degli scopi principali dello yoga è quello di alleggerire la mente dal sovraccarico e dal miscuglio di pensieri. Però è chiaro che farlo solo per due giorni può servire al massimo per far venire la curiosità. I benefici veri si notano con la costanza che può essere anche di soli 5-10 minuti al giorno. Magari anche a casa, usando le app e i video che si trovano su YouTube, anche se la cosa migliore sarebbe trovare il tempo di praticarlo con un’insegnante e poi semmai procedere in autonomia».
Nel prontuario realizzato per le cicliste di Girls On Wheels, si parla di risparmio energetico, dolori a collo e spalle, mobilità del bacino, rafforzamento del core e tanti altri aspetti che sono ormai di uso comune per chiunque frequenti palestre e corsi improntati alle discipline orientali. Lo yoga è sicuramente un mondo da scoprire. Con l’inverno che arriva, andare a prendere informazioni nel centro più vicino a casa potrebbe non essere una cattiva idea.







