Yuka, app per valutazione alimentiYuka, app per valutazione alimenti

| 24 Febbraio 2026

Yuka, l’app che riconosce i cibi sani, ma bisogna saperla usare

Negli ultimi anni, la consapevolezza alimentare è diventata un pilastro fondamentale per chi fa la spesa. Il packaging del prodotto è studiato nel dettaglio per attirare l’attenzione del consumatore: etichette parlanti, denominazioni di origine e certificazioni di qualità. Tutto sembrerebbe aiutarci nella scelta, ma la realtà è che troppe informazioni alla fine confondono. Allora nasce l’applicazione Yuka, che promette di riconoscere i prodotti alimentari più salutari, rendendo la scelta al supermercato più semplice.

Le info nel codice a barre

Utilizzare Yuka è semplicissimo: dopo aver aperto l’app, si punta la fotocamera sul codice a barre e in pochi secondi si riceve una descrizione dettagliata del prodotto, con indicazioni su ciò che è positivo e ciò che è meno buono. Per i prodotti con un punteggio basso, vengono proposte anche delle alternative migliori.

L’app analizza ciascun alimento tenendo conto del contenuto calorico, dei macronutrienti, se sono biologici o se contengono additivi e conservanti, assegnando un punteggio da 1 a 100, dove cento rappresenta l’eccellenza. Fantastico, ma sarà davvero attendibile? Scopriamolo insieme.

Punteggio sui 100 grammi

Per valutarne l’attendibilità, sono andata al supermercato e ho iniziato a comparare un po’ di prodotti. Dalle prime valutazioni appare evidente che l’app non ha dubbi sul definire scarse tutte le merendine confezionate e gli snack, dolci e salati, che troviamo nelle macchinette automatiche. Il problema inizia a presentarsi quando si prova a confrontare alimenti differenti, che usiamo nello stesso contesto, ad esempio a colazione.

Un kefir da bere aromatizzato è valutato scarso con appena 24/100 per troppi zuccheri rispetto alle calorie su cento millilitri, risultando così per Yuka meno salutare di una tavoletta di cioccolato generica. L’app non fa riferimento nemmeno alla porzione normalmente consumata e dà il punteggio su 100 grammi, così prodotti come muesli croccanti, biscotti integrali e Nutella finiscono per essere valutati pressappoco uguali, come mediocri. 

Vincono le gallette di riso

Ho voluto poi testare l’app con prodotti più salutari, realizzando che i limiti di questo sistema di valutazione sono ancora molti. I semi di zucca raggiungono un punteggio di solo 51 e sono quindi buoni, ma non così salutari come, per esempio, del pan bauletto o del risotto in busta. Anche qui, è evidente la superficialità della valutazione, ma la curiosità mi ha spinto a continuare le mie scansioni.

Scopro così uno degli alimenti dal punteggio massimo: le gallette di riso, capaci di battere addirittura prodotti come cacao amaro, olio extravergine di oliva, latte, mandorle, fiocchi di avena e albume d’uovo. Per un attimo rabbrividisco e incredula vado alla ricerca di altri alimenti dal punteggio massimo. 

Quale olio è migliore?

Scansiono a raffica yogurt greco, tonno in scatola, pasta, riso venere, ma nessuno raggiunge l’eccellenza, poi finalmente raggiungo i prodotti di origine vegetale e rivedo dei meritati 100/100 assegnati dall’app a tempeh e legumi bio

Inutili invece i tentativi per capire quale olio di oliva sia migliore: l’app non riconosce differenze di qualità della materia prima e della lavorazione. Pertanto, un olio di oliva ottenuto con l’aggiunta di olio raffinato da zona extra unione europea ha la stessa qualità di quello extravergine prodotto con estrazione a freddo italiano. Simile la situazione anche per acciughe sott’olio ed altri prodotti di qualità.

In conclusione, è importante ricordare che, sebbene Yuka possa essere uno strumento utile per orientarsi tra i prodotti, il punteggio da solo non garantisce una dieta sana. Un alimento con 100/100 può sembrare perfetto, ma non è sufficiente: la porzione, la varietà, il bilanciamento e la consapevolezza restano fondamentali. Non affidiamoci ciecamente a un singolo punteggio, ma usiamo l’app come un supporto, non come un sostituto del buon senso e della varietà nella nostra alimentazione.

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