ROCCANTICA (RI) – E’ la prima mattina dell’estate. Il solleone scotta e mette sotto la sua incudine gran parte dell’Italia. Eppure quassù, su questa collina del Lazio settentrionale, non si sta poi così male. Una piazzetta, l’ombra degli alberi, un venticello leggero, un bosco rigoglioso alle spalle e un’immensa veduta davanti, nella valle dove scorre il Tevere e su cui troneggia il Monte Soratte. E nella piazzetta? Stand e biciclette che aspettano soltanto di essere cavalcate. Sono quelle di EbikePark.
Siamo a uno degli eventi del progetto Medioevo che rivive. Qui tre Comuni, piccoli e spesso tagliati fuori dai grandi flussi turistici, hanno deciso di unirsi e, grazie ai fondi del PNRR, hanno sviluppato dei progetti anche grazie alla rete d’imprese che opera sul territorio e che promuove il progetto Sabina Parco Slow. Di questo progetto vi abbiamo già parlato. I tre Comuni sono Roccantica, Casperia e Montasola (ma se si estende ai GAL di zona si arriva a coinvolgerne ben 27). Hanno scelto di puntare su se stessi, perché qui le risorse non mancano. Anzi, sono numerose e di grande valore.






Un parco che cresce
Quali sono queste risorse? Innanzitutto il paesaggio. Poi i sapori, i profumi, la storia, gli elementi culturali e architettonici. E allora perché non valorizzarli? Perché altrove certe iniziative funzionano e qui no? Perché non investire anche in questo territorio? Sono queste le domande che sono state poste da EbikePark proprio nella piazza di Roccantica durante il dibattito che ha aperto una giornata dedicata allo sport e al turismo.
Ed ecco che, in questo quadro di sviluppo turistico, emerge il nostro ambito: il cicloturismo. I ragazzi di EbikePark sono dei veri pionieri. E il pioniere, si sa, è colui che apre la strada, che inizia, rischia, a volte torna indietro, ma che alla fine continua comunque ad andare avanti. Perché anche un vicolo cieco non è mai un’esperienza inutile, se serve a individuare la direzione giusta.
«Crediamo molto nel progetto – ha spiegato Monica Ruffa di EbikePark – di poter sviluppare il cicloturismo in Sabina. Oggi disponiamo di 23 biciclette elettriche più due cargo bike. Abbiamo una ciclofficina a Casperia e puntiamo ad allargare la base con degli hub, presso specifici InfoPoint. Proprio domani (oggi, ndr) apriremo quello di Poggio Mirteto, poco a Sud di questi tre Comuni. Presso il centro informazioni sono state portate alcune biciclette che potranno essere noleggiate da chi vuole scoprire il territorio e poi lasciate in un altro hub.
«Un altro punto lo apriremo più a nord e più a valle rispetto a Casperia, Montasola e Roccantica. Vogliamo creare un vero parco dedicato alle bici. Soprattutto vogliamo e possiamo sfruttare l’intermodalità, visto che il treno arriva direttamente da Roma».
Le idee ci sono, così come le azioni concrete. Ora EbikePark attende soltanto che crescano i flussi turistici.




Corsi tecnici e souvenir
La giornata scorre lenta. Tra la curiosità dei passanti, EbikePark ha organizzato un interessantissimo corso (gratuito) di tecnica applicata alla bicicletta. Tecnica a 360 gradi: nozioni di guida, pronto intervento in caso d’incidente e manutenzione di base del mezzo. Quindi come riparare una gomma, sistemare una catena oppure cosa portare nello zaino o nella borsa durante un’escursione.
C’è poi la Sabina che aspetta i ciclisti. Strade e sentieri che da queste parti non sono sempre facili e dolci. Qui si sale e si scende. Pensate che il nome latino di Casperia era Aspra: un dettaglio che dice molto del territorio. E proprio per questo le bici a pedalata assistita scelte da EbikePark rappresentano la soluzione ideale.
Tra l’altro, quelle di EbikePark sono davvero semplici da utilizzare. Si tratta di biciclette da trekking adatte a tutti, dotate anche di una sacca posteriore. «Una sacca – prosegue Monica Ruffa – che abbiamo installato non soltanto per il bagaglio degli escursionisti. Durante i nostri tour ci fermiamo spesso per degustazioni e assaggi di prodotti locali, in particolare dell’olio della Sabina, e ci siamo accorti che molte persone desiderano acquistare ciò che assaggiano. Queste sacche sono perfette per trasportare tutto in sicurezza».




Sabina Bike Slow Destination
«Le strade e i sentieri stessi sono strumenti turistici – racconta Monica Ruffa – e rappresentano sia il valore sia l’oggetto da valorizzare. Qui abbiamo panorami unici e questi sono un patrimonio. Noi vorremmo ampliarli e renderli ancora più fruibili. Come? Creando degli spazi dove fermarsi in sicurezza nei punti panoramici che meritano una sosta. Luoghi dove poter scattare fotografie senza preoccupazioni.
«Pensateci: siete in sella, uscite da un bosco o da una curva e uno dei borghi sabini vi appare all’improvviso davanti agli occhi. Però non potete fermarvi. Non avete uno spazio sicuro per fare una foto. Oggi, che piaccia o no, anche questi aspetti sono importanti. Persino il ricordo conservato sul telefonino è un modo di fare turismo».
Anche raccontare correttamente il territorio è fondamentale. Serve costruire una narrazione efficace. E l’obiettivo è che EbikePark possa incarnare e promuovere il concetto di Sabina Bike Slow Destination.
Per esempio, l’azienda ha realizzato delle cartoline che rappresentano il DNA e i simboli dei vari itinerari ad anello. Inoltre sta sviluppando una linea di merchandising per diffondere l’immagine della Sabina e contribuire a farla conoscere.
«Ci siamo resi conto – ha detto Ruffa – che ancora oggi molte persone non sanno dove si trovi la Sabina. C’è chi ci ha risposto in Piemonte e chi addirittura in Sicilia. In altre zone, invece, basta nominare il Chianti perché tutti sappiano che è in Toscana. Ecco, dobbiamo arrivare anche noi a quel livello di riconoscibilità.
«Oggi collaboriamo con un tour operator che attrae soprattutto stranieri, ma siamo stati anche nelle scuole superiori grazie a Lazio Innova, nell’ambito dei progetti scuola-lavoro, per raccontare la nostra esperienza imprenditoriale. Per far capire che si può lavorare anche in questo settore. E lo si può fare anche in Sabina».






Dalle parole ai fatti
Il weekend sabino non ha visto soltanto parole, ma anche fatti concreti. Sia sabato sia domenica sono partiti gruppi diretti alla scoperta dei tre borghi. Incuriositi dall’iniziativa, ne abbiamo parlato con una partecipante, Daniela Pierpaoli.
Daniela vive nel Lazio, a una cinquantina di chilometri da Roccantica. Una distanza modesta in termini assoluti, ma significativa se si considera che il suo paese rientra nell’hinterland romano e presenta uno stile di vita, ma anche urbano e paesaggistico, molto diverso rispetto a Casperia, Roccantica o Montasola.
«Per me – racconta Daniela – è la prima volta che faccio un’esperienza di questo tipo in bicicletta e ciò che mi ha spinto a provarla è stato proprio il territorio. Mi piace moltissimo. Ho scoperto Casperia prima del Covid, ma mi ero limitata a visitare il borgo. Da qualche tempo pratico anche escursionismo a piedi e proprio attraverso questa attività sto cercando di conoscere meglio il Lazio. Questa volta, però, ho voluto proseguire la scoperta con l’e-bike. Non essendo particolarmente allenata, l’idea di poter contare sulla pedalata assistita mi ha aiutata nella scelta. Da queste parti i saliscendi non mancano. Ho saputo di questa escursione e mi sono detta: perché non scoprire il territorio anche attraverso la bici?».
I gruppi guidati da Monica e dai suoi collaboratori contano al massimo una dozzina di persone. E ogni volta l’affiatamento nasce spontaneamente dopo pochi chilometri. Un’altra magia della bicicletta è proprio questa: mettere tutti sullo stesso piano e rendere le persone più vicine.
«Più o meno è andata come mi aspettavo – ha concluso Daniela – sia per quanto riguarda la fatica, assolutamente gestibile, sia per le soste. Non conoscevo gli altri due borghi, Roccantica e Montasola. Abbiamo fatto un paio di soste-degustazioni davvero gustose e la sera abbiamo assistito agli eventi della rassegna dedicata al Medioevo (gli eventi di EbikePark erano all’interno dell’iniziativa Medioevo in Movimento, ndr), tra spettacoli e mostre. A me piacciono molto queste unioni tra attività sportiva, degustazioni e momenti culturali».







