La 24 Ore Feltre Connection è una fucina di idee, capaci di rendere la prova a squadre qualcosa che si rinnova ogni anno, soprattutto coinvolgendo sempre di più la città. Parliamo di un evento veramente nazionale, gli stessi organizzatori ammettono che ormai sono molte le realtà che provengono non solo dalla città e zone limitrofe, ma dallo stesso Veneto.
L’ultima idea si chiama “Adotta un bar” ed è stata lanciata per coinvolgere sempre più gli esercenti locali nella manifestazione del prossimo 12 e 13 giugno. Siamo ormai in dirittura d’arrivo, ma l’organizzatore Ivan Piol si presta volentieri a raccontare quella che è una delle chicche della nuova edizione, quella numero 24.


«L’idea è nata in una riunione all’Ascom – racconta Piol – l’associazione dei commercianti di Feltre. Eravamo presenti con i baristi e cercavamo di sviluppare qualche progetto che portasse poi lavoro ai bar e gente a Feltre, coinvolgerli nella manifestazione, farli sentire protagonisti. Improvvisamente mi è venuto in mente che sarebbe carino che ogni squadra adottasse un bar per farne il proprio quartier generale. Poi Anna Valerio ha provveduto a promuoverla a livello social e l’idea ha coinvolto praticamente tutte le strutture della città».
Come si sviluppa?
Iniziamo col dire che 30 bar hanno aderito a questa iniziativa e quindi adesso stiamo assegnando ad ognuno la sua squadra. Il bar magari offre un giro o prepara un “cicchetto”, regala al team la colazione o una birra, fa il post gara. Di iniziative ce ne sono tante, è importante però che la struttura ne ricavi un’adeguata pubblicità e stiamo lavorando per questo. L’idea è di creare per ogni team un piccolo quartier generale all’interno del circuito in un bar che si affaccia sul percorso di gara.


Da parte dei bar è stata accettata positivamente questa idea?
Assolutamente sì, hanno abbracciato l’idea con entusiasmo, tanto è vero che l’adesione di 30 bar è particolarmente significativa. E’ interessante come ci si è arrivati: dato che la maggior parte delle squadre non sono di qui e quindi non conoscevano i bar, abbiamo proposto a ognuno di realizzare un video di una quindicina di secondi che noi poi abbiamo usato nei social in modo che le squadre che ci seguono hanno potuto scegliere quello più simpatico o comunque a loro più gradito. Abbiamo preso nota delle richieste e nelle prossime ore provvederemo agli abbinamenti.
La promozione sui social quanto ha funzionato?
Tantissimo. Il profilo della 24 Ore è molto seguito e tutti i video che ci sono arrivati sono stati pubblicati e sono visibili. Possiamo garantire che ce ne sono alcuni davvero curiosi e intriganti, da vedere assolutamente… E’ una splendida forma di promozione reciproca. Si è creata questa atmosfera un po’ guascona, divertente, che aiuta a creare un’atmosfera di accoglienza dei ciclisti a Feltre.


Sono tutti bar che sono sul circuito o ce n’è qualcuno anche un po’ più lontano?
Molti sono attaccati, altri un po’ più discosti ma comunque sempre zona Feltre. Il 2 giugno pubblicheremo gli abbinamenti e li metteremo in contatto uno con l’altro in modo che si conoscano. Poi la squadra andrà, quando vorrà: alcune si stanno già organizzando di portare la maglietta da mettere in vetrina e farne davvero un punto di ritrovo. Noi metteremo un adesivo su tutte le vetrine dei bar adottati in cui ci sarà scritto “Bar adottato dalla 24 Ore” in modo che si crei anche un’identità, un gruppo.
Per le squadre questo è anche un vantaggio, avere un punto di ritrovo, d’appoggio, è qualcosa di diverso rispetto al passato…
Assolutamente sì. Poi sarà il bar che metterà a disposizione oltre che cibo e bevande, anche le sue strutture. Le squadre sono autonome perché hanno i box per fare le loro cose, dove ci sono le brandine, sdraio e quant’altro. Il bar è un po’ un punto di ritrovo dove stai comunque in un ambiente chiuso, ti siedi, fai due chiacchiere, è una cosa un po’ diversa ed è su questo che contiamo.


Questa è una cosa completamente nuova nell’ambito delle 24 Ore, che potrebbe essere copiata da altri…
Lo sappiamo, noi è la prima volta in 24 anni che la facciamo. E’ un esperimento che speriamo vada bene in modo che diventi una tradizione. In fin dei conti i bar sono quelli che poi alla fine, dal punto di vista commerciale, lavorano di più nei giorni delle manifestazioni. Noi possiamo dare loro un’opportunità in più…







