| 10 Luglio 2026

Strava Metro, i dati per progettare città migliori

RIMINI – Chi usa Strava è abituato a considerarla un’app per registrare uscite in bici, per i più competitivi fare i KOM e i QOM o, più semplicemente, per registrare corse a piedi o camminate. Ma dietro quei milioni di tracce GPS si nasconde uno strumento che oggi sta cambiando il modo in cui molte amministrazioni progettano le infrastrutture ciclabili. Si chiama Strava Metro ed è stato uno dei protagonisti della Velo-city Conference di Rimini, dove abbiamo assistito al panel Mapping what moves us con Carlos Gamez e Haynes Bunn, arrivati dagli States proprio per spiegare il valore dei dati nella pianificazione della mobilità.

Strava è stata Partner Gold della conferenza riminese organizzata dalla European Cyclists’ Federation, e i due, rispettivamente Senior Engagement Specialist e Senior Program Manager del colosso americano (in apertura, un’immagine di New York), hanno raccontato come le attività registrate dagli utenti possano diventare uno strumento prezioso per urbanisti, amministrazioni e tecnici.

Strava Metro, Velo-city Rimini
A Velo-City, Strava Metro aveva un proprio stand che ha incuriosito i vari delegati
Strava Metro, Velo-city Rimini
A Velo-City, Strava Metro aveva un proprio stand che ha incuriosito i vari delegati

195 milioni di utenti

I numeri aiutano a capire la dimensione del fenomeno. Oggi Strava conta oltre 195 milioni di utenti in più di 185 Paesi, con circa 68 milioni di attività caricate ogni settimana. Ma ciò che interessa a Strava Metro non è il singolo atleta, bensì il movimento collettivo.

Le pedalate caricate dagli utenti vengono infatti anonimizzate e aggregate per creare un enorme database gratuito destinato agli enti pubblici. Oggi sono oltre 4.500 le organizzazioni che utilizzano Strava Metro: comuni, agenzie nazionali dei trasporti, società di ingegneria, università e associazioni che si occupano di mobilità. Strava Metro non è dunque per il singolo cittadino, ma per degli enti che possono accedervi iniziando dalla compilazione di un questionario.

Strava Metro, Velo-city Rimini
Carlos Gamez snocciola dal palco i dati di Strava, una comunità davvero globale
Strava Metro, Velo-city Rimini
Carlos Gamez snocciola dal palco i dati di Strava, una comunità davvero globale

Dove pedalano i ciclisti urbani?

L’idea nacque nel 2014 quasi per caso. Alcune città statunitensi chiesero a Strava (a sua volta sorta nel 2009) se fosse possibile utilizzare i dati degli utenti per capire dove pedalavano realmente i ciclisti. «Alcune amministrazioni ci dissero che stavano usando screenshot delle mappe di Strava nei loro piani della mobilità e ci chiesero se esistessero dati più completi. E’ così che è nato Strava Metro», ha raccontato Haynes Bunn.

Da allora il progetto è cresciuto fino a trasformarsi in MetroView, la piattaforma online di Strava Metro che permette ai tecnici di interrogare direttamente il database. «Oggi tutto è completamente gratuito – ha continuato dal palco -. Chi pianifica una città può vedere quali strade vengono utilizzate, quali invece sono poco frequentate, dove iniziano e finiscono gli spostamenti, in quali orari si concentra il traffico ciclistico e persino valutare l’effetto di una nuova infrastruttura».

Il commuting, ovvero gli spostamenti casa-lavoro, sono al centro di Strava Metro
Il commuting, ovvero gli spostamenti casa-lavoro, sono al centro di Strava Metro

Londra, Bruxelles, Parigi…

Dal palco di Velo-City sono stati mostrati diversi esempi concreti. A Londra, ad esempio, Strava Metro collabora con Transport for London, che utilizza i dati sia per comprendere gli spostamenti quotidiani sia per promuovere nuovi itinerari ciclabili attraverso il progetto Cycle Sundays, sviluppato insieme a British Cycling, London Cycling Campaign e Sustrans.

L’idea è semplice: più persone pedalano, più dati vengono raccolti; più dati sono disponibili, migliori saranno le decisioni sugli investimenti futuri. «E’ un circolo virtuoso: dati migliori portano a infrastrutture migliori, che fanno aumentare il numero dei ciclisti e producono dati ancora migliori.»

Altri esempi arrivano da Bruxelles, dove il 58% delle attività ciclistiche registrate durante la settimana coincide con gli orari del pendolarismo, e da Parigi, dove la crescita delle e-bike emerge chiaramente dall’analisi delle tracce.

Strava Metro, Velo-city Rimini
In molti ovviamente hanno usato Strava anche durante la Bike Parade di Rimini
Strava Metro, Velo-city Rimini
In molti ovviamente hanno usato Strava anche durante la Bike Parade di Rimini

Le Heatmap e gli esagoni

Uno degli aspetti più interessanti di Strava Metro, come detto, è la possibilità di valutare se un’infrastruttura funzioni davvero. Carlos Gamez ha mostrato il caso di una nuova passerella ciclabile realizzata a San Paolo del Brasile.

«Attraverso la recente funzione Hexagon Counts (che aggrega gli spostamenti indipendentemente dalle Open Street Maps, dunque molto utili laddove ci sono nuove infrastrutture o dove le OSM sono incomplete, ndr), la piattaforma ha evidenziato un incremento del 500% degli attraversamenti, dimostrando come i ciclisti avessero immediatamente abbandonato i percorsi più pericolosi per utilizzare il nuovo collegamento» ha detto.

Non solo. Grazie alle “heatmap” (il livello delle mappe che evidenzia i tragitti più battuti) è possibile individuare i “vuoti” della rete ciclabile, capire quali stazioni ferroviarie siano raggiungibili in bicicletta entro quindici minuti oppure confrontare i flussi prima e dopo la realizzazione di una nuova pista.

Strava Metro, Velo-city Rimini
La funzione conteggio esagoni aggrega i passaggi indipendentemente dalle mappe sottostanti
Strava Metro, Velo-city Rimini
La funzione conteggio esagoni aggrega i passaggi indipendentemente dalle mappe sottostanti

Un focus sull’Emilia-Romagna

A Rimini è stato presentato anche il primo Strava Metro Commute Report, che analizza gli spostamenti casa-lavoro registrati nel 2025. Ne emerge un dato sorprendente: nel mondo sono stati percorsi 885 milioni di chilometri di tragitti quotidiani in bicicletta, equivalenti a circa 22.000 giri della Terra.

Non è mancato un focus sull’Italia e sull’Emilia-Romagna. «Nel 2025 in tutta la regione che ci ospita, sono stati percorsi 3,41 milioni di chilometri dai commuters» ha dichiarato Gamez, che poi ha evidenziato come anche la composizione degli utenti stia cambiando: «A Milano, ad esempio, circa la metà delle attività ciclistiche registrate riguarda ormai gli spostamenti quotidiani e non il tempo libero». E tutto ciò rende Strava Metro sempre più rappresentativo delle abitudini reali delle persone.

Strava Metro, Velo-city Rimini
Haynes Bunn mostra a Velo-City la “heatmap” di Rimini
Strava Metro, Velo-city Rimini
Haynes Bunn mostra a Velo-City la “heatmap” di Rimini

Indirizzare le risorse

Il messaggio emerso a Rimini è chiaro: i dati non sostituiscono la politica, ma possono renderla più efficace. Sapere dove le persone pedalano davvero, quali percorsi evitano e quali nuove infrastrutture funzionano permette infatti di investire meglio le risorse pubbliche.

Non a caso quasi un miliardo di persone, secondo le stime di Strava, vive oggi in città che hanno beneficiato direttamente delle analisi di Strava Metro. Una dimostrazione concreta di come un’app nata per condividere una pedalata possa trasformarsi in uno degli strumenti più avanzati per progettare le città del futuro.

Strava Metro

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