Con l’aumento delle temperature estive (non si può dire che in queste settimane qualcuno sia immune dal problema!), soprattutto nel ciclismo su strada la ricerca di aerodinamica deve fare i conti con la necessità di avere la ventilazione più efficace: un casco chiuso sarebbe probabilmente più filante, ma il comfort per il ciclista andrebbe a scadere piuttosto alla svelta. Ecco il perché di Furion 3 di HJC. Il calore è una delle variabili più critiche e fastidiose, soprattutto nelle uscite più lunghe e bisognava trovare il modo di combatterlo.
E’ questo il motivo per cui ciascun componente di abbigliamento è da anni il frutto di studi sulla termoregolazione e non può essere certo il casco a sottrarsi da questo tipo di discorso, dato che dalla sua capacità di dissipare il calore dipendono il comfort, la lucidità mentale, la prestazione e ovviamente la sicurezza.
Tutto ciò considerato, HJC Sports ha messo a punto il modello Furion 3, che arricchisce la già ricca gamma di caschi HJC (per sport e città) e si può definire un casco semi-aero in quanto riesce a conciliare il profilo aerodinamico con una gestione efficace dei flussi d’aria fra interno ed esterno.






Aerodinamica e ventilazione insieme
E’ possibile creare vera integrazione tra la forma esterna e la canalizzazione interna dei flussi d’aria? Il lavoro per la progettazione di Furion 3 è nato proprio da questa domanda e le risposte ottenute vanno in questa direzione. L’aria entra dalle prese frontali, viene guidata attraverso la struttura del casco e indirizzata verso le aperture posteriori. In questo modo i ristagni termici nella zona superiore della testa – quella più esposta al caldo durante lunghe sessioni in sella – risultano limitati, evitando lo stazionare di un cuscinetto di aria calda nella parte superiore del capo.
HJC ha assegnato a questo meccanismo il nome di Venturi Dynamics. Si tratta di un adattamento del principio di Bernoulli (secondo cui in un fluido in movimento, dove la velocità aumenta, la pressione diminuisce e viceversa) applicato ai propri caschi. Le differenze di pressione generate dal movimento dell’aria contribuiscono ad aspirare aria fresca dalla parte frontale ed espellere quella calda dall’apertura posteriore.
Il risultato è un sistema unico, in cui ventilazione e aerodinamica sono complementari e concorrono a comfort ed efficienza anche quando le temperature sono più elevate. Proprio in questi giorni, i corridori professionisti del team francese TotalEnergies stanno utilizzando il Furion 3 sulle strade a dir poco torride del Tour de France: test migliore non potrebbe esserci.




Le soluzioni a supporto del comfort
Non c’è solo la canalizzazione dei flussi d’aria: all’interno di Fusion 3 si riconosce un sistema che garantisce il flusso d’aria sulla parte superiore della testa e risulta essenziale per il raffreddamento, che viene spesso impedito dall’imbottitura che interrompe questo flusso. Si chiama COOLPATH e crea un canale tra il casco e la testa, consentendo un flusso d’aria ininterrotto dalla parte anteriore a quella posteriore.
Il casco è poi completato da due tecnologie decisive sul fronte della sicurezza. La prima si chiama SELFIT PRO ed è il sistema di personalizzazione della calzata. La seconda si chiama SLID e garantisce protezione dalle forze rotazionali in caso di impatto. La struttura del casco Furion 3 è in-mold in policarbonato ed EPS ed ha dotazioni come il supporto per occhiali, le imbottiture antibatteriche IONIC+ infine dispone i elementi riflettenti. Il casco Furion 3 è proposto in 8 colorazioni e 3 misure al prezzo di listino di 209 euro.







