Casco HJC Furion 3 (2026)

| 15 Luglio 2026

HJC Sports Furion 3, il banco di prova dell’aerodinamica

Con l’aumento delle temperature estive (non si può dire che in queste settimane qualcuno sia immune dal problema!), soprattutto nel ciclismo su strada la ricerca di aerodinamica deve fare i conti con la necessità di avere la ventilazione più efficace: un casco chiuso sarebbe probabilmente più filante, ma il comfort per il ciclista andrebbe a scadere piuttosto alla svelta. Ecco il perché di Furion 3 di HJC. Il calore è una delle variabili più critiche e fastidiose, soprattutto nelle uscite più lunghe e bisognava trovare il modo di combatterlo.

E’ questo il motivo per cui ciascun componente di abbigliamento è da anni il frutto di studi sulla termoregolazione e non può essere certo il casco a sottrarsi da questo tipo di discorso, dato che dalla sua capacità di dissipare il calore dipendono il comfort, la lucidità mentale, la prestazione e ovviamente la sicurezza.

Tutto ciò considerato, HJC Sports ha messo a punto il modello Furion 3, che arricchisce la già ricca gamma di caschi HJC (per sport e città) e si può definire un casco semi-aero in quanto riesce a conciliare il profilo aerodinamico con una gestione efficace dei flussi d’aria fra interno ed esterno.

Aerodinamica e ventilazione insieme

E’ possibile creare vera integrazione tra la forma esterna e la canalizzazione interna dei flussi d’aria? Il lavoro per la progettazione di Furion 3 è nato proprio da questa domanda e le risposte ottenute vanno in questa direzione. L’aria entra dalle prese frontali, viene guidata attraverso la struttura del casco e indirizzata verso le aperture posteriori. In questo modo i ristagni termici nella zona superiore della testa – quella più esposta al caldo durante lunghe sessioni in sella – risultano limitati, evitando lo stazionare di un cuscinetto di aria calda nella parte superiore del capo.

HJC ha assegnato a questo meccanismo il nome di Venturi Dynamics. Si tratta di un adattamento del principio di Bernoulli (secondo cui in un fluido in movimento, dove la velocità aumenta, la pressione diminuisce e viceversa) applicato ai propri caschi. Le differenze di pressione generate dal movimento dell’aria contribuiscono ad aspirare aria fresca dalla parte frontale ed espellere quella calda dall’apertura posteriore.

Il risultato è un sistema unico, in cui ventilazione e aerodinamica sono complementari e concorrono a comfort ed efficienza anche quando le temperature sono più elevate. Proprio in questi giorni, i corridori professionisti del team francese TotalEnergies stanno utilizzando il Furion 3 sulle strade a dir poco torride del Tour de France: test migliore non potrebbe esserci.

Le soluzioni a supporto del comfort

Non c’è solo la canalizzazione dei flussi d’aria: all’interno di Fusion 3 si riconosce un sistema che garantisce il flusso d’aria sulla parte superiore della testa e risulta essenziale per il raffreddamento, che viene spesso impedito dall’imbottitura che interrompe questo flusso. Si chiama COOLPATH e crea un canale tra il casco e la testa, consentendo un flusso d’aria ininterrotto dalla parte anteriore a quella posteriore.

Il casco è poi completato da due tecnologie decisive sul fronte della sicurezza. La prima si chiama SELFIT PRO ed è il sistema di personalizzazione della calzata. La seconda si chiama SLID e garantisce protezione dalle forze rotazionali in caso di impatto. La struttura del casco Furion 3 è in-mold in policarbonato ed EPS ed ha dotazioni come il supporto per occhiali, le imbottiture antibatteriche IONIC+ infine dispone i elementi riflettenti. Il casco Furion 3 è proposto in 8 colorazioni e 3 misure al prezzo di listino di 209 euro.

HJC SPORTS

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