Partiamo innanzitutto dalla notizia: Genova Parcheggi ha deciso di donare 76 biciclette usate, destinate ad associazioni del Terzo Settore che ne abbiano fatto esplicita richiesta. Genova Parcheggi è una compartecipata del Comune, chiamata a gestire la sosta e la mobilità cittadina. Per la cessione delle bici, rimesse praticamente a nuovo per il loro utilizzo, è stato istituito un bando pubblico al quale tutte le associazioni di categoria sono state chiamate a partecipare.
Un gesto che assume molteplici significati. Bisogna innanzitutto considerare che parliamo di una città certamente non semplice da vivere per chi ama spostarsi sui pedali, vista la sua conformazione urbanistica sulla quale l’amministrazione comunale, anche prima della recente gestione di Silvia Salis, si è impegnata nel segno della mobilità sostenibile. Ma con questa iniziativa si vuole andare oltre, proponendo un vero cambio di passo culturale che mette al centro l’economia circolare, l’inclusione sociale e una nuova idea di mobilità urbana.


Il “cambio” nel servizio bike sharing
Oggetto del bando sono 76 bici a trazione muscolare, utilizzate finora dal servizio “Zena by Bike” gestito in collaborazione con Weelo che ha chiuso i battenti lo scorso 30 aprile. Questo significa che a Genova non c’è più un servizio bike sharing? Assolutamente no, anzi. Il Comune ha deciso di dare spazio all‘iniziativa privata, attraverso un preciso regolamento e questo ha favorito la diffusione di e-bike che si dimostrano decisamente più adatte al complesso tessuto urbanistico della Città della Lanterna.
Ecco quindi che le bici dismesse possono rinascere a nuova vita dopo un’accurata revisione parte di specialisti, per essere fatte oggetto del bando, rivolto espressamente alle associazioni senza scopo di lucro regolarmente iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Tra i soggetti idonei figurano le Organizzazioni di Volontariato (ODV), le Associazioni di Promozione Sociale (APS) e gli Enti del Terzo Settore (ETS).


Le regole per concorrere al bando
Chiaramente ci sono regole che le Associazioni dovranno seguire: le biciclette, che costituiscono un capitale, non potranno in alcun modo essere rivendute, né utilizzate per attività commerciali. Inoltre ogni mezzo assegnato dovrà essere inserito in progetti sociali, educativi o ambientali da presentare dettagliatamente al momento della richiesta. Le realtà interessate hanno tempo fino al 23 luglio 2026 per presentare la propria domanda.
Che cosa ha portato Genova Parcheggi a prendere questa decisione? Le ragioni sono molteplici e sono tutte riconducibili a una visione di sviluppo sostenibile. Innanzitutto la volontà di alleggerire il carico ambientale e ridurre i rifiuti promuovendo la cultura del riuso. Questo deve essere un esempio, da riflettersi anche su altre attività e che possa essere fatto proprio anche dai cittadini nel segno di una cultura diversa, finalmente lontana dallo spreco.


Un patrimonio da preservare
Inoltre si vuole offrire uno strumento concreto di mobilità a chi si occupa quotidianamente di fasce deboli, logistica solidale o educazione giovanile. Ognuna di quelle biciclette ha una storia, ha condiviso giorno dopo giorno la quotidianità di tante persone, è come se portasse tante esperienze che non potevano andare al macero.
«Questo bando rappresenta un perfetto connubio tra tutela ambientale e utilità sociale – affermano da Genova Parcheggi – Le associazioni del Terzo Settore sono il motore della nostra comunità; dare loro la possibilità di muoversi a impatto zero, o di inserire queste biciclette all’interno di percorsi riabilitativi e d’inclusione, significa fare del bene due volte: alla città e ai cittadini più fragili».
L’iniziativa di Genova Parcheggi non nasce in un deserto culturale, ossia non è qualcosa di unico, primario, raro. Il capoluogo ligure vanta infatti una ricca rete di associazioni che da anni lavorano sul binomio bicicletta-solidarietà. Un esempio è l’Associazione Nuovi Cicli ETS, che dal 2017 opera all’interno della casa circondariale di Genova Marassi, organizzando corsi di formazione professionale per i detenuti ed ex detenuti. L’obiettivo è insegnare loro il mestiere di meccanico di biciclette, favorendone il successivo reinserimento nel mercato del lavoro. Molte vecchie bici abbandonate o donate dai privati vengono rimesse a nuovo proprio in questa officina sociale.


76 bici e un piano più ampio
C’è poi il Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità (CEAS) che promuove regolarmente programmi legati all’economia circolare come il progetto “Ri-Generazioni”, realizzato in collaborazione con l’Associazione tRiciclo – Bimbi a Basso Impatto e le cooperative sociali Agorà e Coopsse. Questo programma punta sulla riparazione e sul riuso creativo, organizzando laboratori per ragazzi e famiglie dedicati alla manutenzione e al riciclo dei mezzi di trasporto ecologici.
Tornando all’iniziativa di Genova Parcheggi, il riciclo delle 76 biciclette tradizionali è parte di un piano che vuole dotare Genova di infrastrutture dedicate alla mobilità ciclabile e intermodale. Il Comune ha lavorato per creare nodi logistici strategici che possano favorire chi sceglie di rinunciare all’auto privata. Per questo sono state inaugurate diverse velostazioni, dislocate in punti nevralgici come le stazioni ferroviarie di Brignole, Pra’, Cornigliano e Bolzaneto, oltre che in Piazza Dante e alla Darsena, offrendo ricoveri illuminati e videosorvegliati.
All’interno, gli utenti possono trovare pompe di gonfiaggio e attrezzi per le piccole riparazioni d’emergenza, garantendo un servizio gratuito (previo deposito cauzionale della tessera) che incentiva l’intermodalità treno-bici.


L’economia circolare
La donazione delle vecchie biciclette del bike sharing è il miglior esempio di economia davvero circolare. L’auspicio della comunità e delle associazioni genovesi è che questo modello possa diventare strutturale e soprattutto che possa essere replicato anche in altre realtà urbane anche più grandi. Sarebbe un passo importante per proiettare le nostre metropoli verso un futuro sostenibile, solidale e inclusivo.







