| 7 Giugno 2024

Un approccio a 360 gradi per la corretta posizione in bici

MARMORE – Il biomeccanico è un alleato del ciclista, non solo dell’amatore più incallito, ma anche del cicloturista. Se ad esempio programmate il viaggio in sella per l’estate, soprattutto se questo prevede sforzi prolungati che, proprio sul più bello, potrebbero acuire problemi latenti, una verifica della posizione potrebbe essere indicata. Facendo seguito all’intervista all’osteopata Massimo Zappella pubblicata su bici.STYLE il mese scorso, abbiamo incontrato il biomeccanico Marco Orsini che con lui lavora in simbiosi, nell’ambito del poliambulatorio Salute Integrata.

Da cosa nasce questo lavoro in tandem tra osteopata e biomeccanico?

Ci lavoriamo da almeno cinque anni, nei quali abbiamo constatato come tutti i sistemi classici di biomeccanica hanno il presupposto di avere degli angoli di partenza e degli angoli di arrivo. I riferimenti standard che vanno bene per tutti i soggetti. Per cui, se siamo fuori da un dato range, l’operatore è costretto ad intervenire per farli entrare in questa forchetta. Ma, attraverso il nostro metodo “Bike fitting medicale – Metodo Salute Integrata”, l’angolo, per noi, rimane solo un punto di partenza, non di arrivo

Lo studio di Marco Orsini si trova a Marmore, alle porte di Terni
Lo studio di Marco Orsini si trova a Marmore, alle porte di Terni
Perché?

Gli strumenti ci danno la possibilità di verificare certi valori, come ad esempio il ciclo di pedalata, gli angoli di pedalata e così via, che ovviamente l’occhio umano non può percepire… 

E non è sufficiente, con questi numeri alla mano, agire sulla bici per trovare le misure perfette?

Il fatto è che una volta trovati questi valori di partenza, si dovrebbe adeguare un corpo asimmetrico (qual è giocoforza quello di ognuno di noi), ad una struttura simmetrica (la bici). Ma ciò non funziona, non è possibile, pertanto bisogna andare a lavorare fondamentalmente sulla postura. 

Da dove si comincia?

Per prima cosa ci chiediamo se il ciclista sia in condizioni posturali ottimali. Attraverso un’analisi strumentale il dottor Zappella riesce a capire se il sistema posturale del soggetto è in ordine o è da modificare. Nella seconda ipotesi egli fa un trattamento generale di sblocco dove si affrontano le varie problematiche del soggetto.

Parliamo dunque di postura fuori dalla bici?

Sì, perché anche una disfunzione visiva nel quotidiano può portare ad un’errata postura. Se, ad esempio, si ha un problema di convergenza oculare, esso può sfociare in fastidi muscolari in altri distretti. Ciò che si va ad analizzare sono essenzialmente i recettori posturali, ovvero la vista, l’apparato temporo-mandibolare ed i recettori podalici che ci forniscono una prima risposta ben definita. Dopodiché va ricordato che, per quanto riguarda la parte di mia competenza, la videoanalisi non è sufficiente, per quanto sia fondamentale, ma ci sono anche altri sistemi su cui focalizzarsi, come ad esempio le pressioni in sella, per sapere come lavora il baricentro.

Il test posturale da cui si parte per trovare la giusto posizione prevede l’analisi degli eventuali blocchi nel soggetto
Il test posturale da cui si parte per trovare la giusto posizione prevede l’analisi degli eventuali blocchi nel soggetto
Il vostro è un approccio olistico, considerate l’insieme e non solo i particolari. Il dottor Zappella lavora sulla persona, dopodiché questa arriva nel tuo studio con la sua cara bici…

E qui faccio le mie valutazioni posturali in seguito a quelle precedentemente verificate dal collega. Quindi eseguo tutti i vari test a livello di recettori per eliminare le varie componenti che impediscono di avere una biomeccanica su misura del soggetto.

Questo significa che se prima non si passa per la visita dell’osteopata il test biomeccanico non funziona?

Il test si può fare lo stesso, ma non è così validato se prima non si è avuto un trattamento posturale. Allo stesso modo, per capirci, un soggetto cui viene riscontrata una problematica dall’osteopata è libero di scegliere se seguire un percorso terapeutico oppure di passare direttamente alla fase biomeccanica. In quest’ultimo caso però, deve sapere che quella problematica potrebbe tornare qualora non ripetesse un trattamento posturale.

In definitiva, in cosa si differenzia il vostro metodo rispetto a quelli più comuni?

Anche noi abbiamo una strumentazione di videoanalisi avanzata. Come dicevo prima però, tutti fanno riferimento a misure standard entro cui bisogna stare. Invece noi pensiamo che si possa stare anche fuori da quei range se valutiamo che ci siano le condizioni perché ciò avvenga. Per cui concludiamo con una serie di test finali che oggettivizzano la posizione e quindi la sensazione soggettiva non ha più valore. 

Con il ricordo al sensore sella Gebiomized si arriva alla posizione in sella desiderata
Con il ricordo al sensore sella Gebiomized si arriva alla posizione in sella desiderata
Un esempio per chiarire? 

Se, banalmente, un tale angolo da considerare ha un range tra 32 e 42 gradi, ma il tuo è di 45 e il nostro test certifica che quest’ampiezza per te è ok, qualora io ti portassi a 42 gradi il test sarebbe negativo. Tutto ciò per dire che occorre rispettare le asimmetrie della persona. Tant’è vero che noi ripetiamo sempre che il soggetto deve essere “simmetrico nella sua asimmetria”.

Salute Integrata 

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