| 19 Marzo 2024

Patate e alimentazione da atleti: una miniera d’oro

Era il 1760 circa quando l’agronomo francese Parmentier, durante la Guerra dei Sette Anni, fu costretto a sopravvivere di sole patate, scoprendone il grande potenziale. Le patate sono un tubero farinoso originario del Sud America, che fu importato già nel 1570, ma gli europei impiegarono secoli prima di includerle nella propria dieta. E’ curiosa infatti la storia di Parmentier che, a seguito della guerra, in accordo con il re Luigi XVI cercò in tutti i modi di diffonderne l’utilizzo, coinvolgendo anche Maria Antonietta ad utilizzare i fiori delle patate come ornamento tra i capelli.

Le patate si adattano a vari tipi di cottura, bollite, fritte o al forno (depositphotos.com)
Le patate si adattano a vari tipi di cottura, bollite, fritte o al forno (depositphotos.com)

Ricche di carboidrati

Il vantaggio nutrizionale delle patate è che sono ricche di amido e quindi di carboidrati e povere di grassi. Nonostante abbiano una quantità di proteine ridotta, contengono tutti gli amminoacidi essenziali e sono una buona fonte di vitamina A e di potassio. Sono un alimento a basso costo e facile da conservare, oltre a essere senza glutine. L’unica accortezza per prevenire l’inverdimento e la germogliazione, è la conservazione delle patate al riparo dalla luce e dal calore, l’ideale sarebbe tra 0- 8°C, ma non in frigorifero.

Il consumo di patate è molto apprezzato dai ciclisti alla ricerca di scorte extra. Infatti hanno un apporto calorico elevato senza indurre troppo facilmente la sensazione di sazietà. A seconda della loro varietà, si adattano a diverse ricette. Quella a pasta gialla più soda e compatta, adatta a essere bollita o fritta. Quella a pasta bianca invece, è ideale per gnocchi, sformati o purè in quanto è più farinosa. Quelle dal colore rosso-violaceo, si adattano a cotture al forno o bollite.

La batata, conosciuta come patata dolce, in realtà non è una patata, ma ha caratteristiche piuttosto simili. E’ decisamente più zuccherina, il suo sapore ricorda un po’ quello della castagna ed è spesso usata per fare dolci.

In caso di patate fritte, occhi aperti alla qualità dell’olio e alla modalità di frittura (depositphotos.com)
In caso di patate fritte, occhi aperti alla qualità dell’olio e alla modalità di frittura (depositphotos.com)

Cucinarle da atleti

Tra gli abbinamenti più comuni nella cucina italiana troviamo pasta e patate, un vero e proprio carico di carboidrati, perfetto se si vuole fare il pieno di energia, ma da limitare nel caso si voglia perdere peso. Le patate si tendono a preferire cucinate al forno, fritte o come purè. Nel primo caso se non aggiungiamo altri grassi e non le cuociamo a temperature così elevate da bruciacchiarle, possono essere usate come contorno a carne o pesce.

Per quanto riguarda la frittura invece bisogna stare più attenti alla frequenza e al procedimento della cottura, con particolare attenzione all’olio usato per friggere. Le patatine surgelate, anche se le cucinate in forno, hanno già subito una frittura parziale e in alcuni casi sono anche ricoperte da una pastella di amido, per ridurre l’assorbimento di olio in frittura e avere un risultato più croccante. Infine il purè ottenuto schiacciando le patate e non frullandole, con l’aggiunta di latte e burro, che per il contenuto di grassi non è consigliabile prima dell’attività fisica, può comunque essere inserito qualche volta nelle fasi di recupero.

Le patate cotte prima e utilizzate in insalata con i fagiolini aiutano la regolarità intestinale (depositphotos.com)
Le patate cotte prima e utilizzate in insalata con i fagiolini aiutano la regolarità intestinale (depositphotos.com)

Fra benefici e digestione

Le patate consumate fredde, dopo essere state cotte, come si fa per l’insalata di polpo o quella con i fagiolini, sono più difficili da digerire, ma contribuiscono al benessere intestinale e aiutano a ridurre la stipsi. Gli amidi contenuti nelle patate a causa del passaggio di temperatura, dalla gelatinizzazione indotta con la cottura al raffreddamento, subiscono il processo di retrogradazione, per cui si formano dei cristalli di amido che sono assorbiti come fibra, indicendo quindi un minor picco glicemico rispetto al consumo delle patate direttamente al termine della cottura.

Le patate possono quindi essere inserite nella dieta con regolarità, alternandole ai cereali come fonte di carboidrati, variando molto tra ricette, abbinamenti e cotture a seconda di quello che abbiamo in programma di fare e cercando di evitare quelle fritte o in busta, perché particolarmente ricche di sale.

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