Temporale, pioggia, tempesta, cattivo tempo, maltempo (depositphotos.com)Temporale, pioggia, tempesta, cattivo tempo, maltempo (depositphotos.com)

| 22 Agosto 2026

Quando il temporale estivo porta più rischi che refrigerio

L’amico Francesco era in auto, la sua auto nuova, con il figlio nato da poco nell’ovetto sul sedile posteriore. Dal tettuccio trasparente entrava poca luce, perché da qualche minuto il cielo si era incupito ed era facile immaginare un temporale in arrivo. Fuori c’era un caldo africano, come accadeva spesso negli ultimi giorni sulla costa marchigiana. Perciò quando di colpo ha iniziato a piovere e la pioggia è diventata grandine, la violenza dell’impatto sull’auto è parsa subito esagerata. Impossibile prevedere che cadessero dei pezzi di ghiaccio così veloci e pesanti, finché uno non ha sfondato il tettuccio, colpendo il bambino che ha subito iniziato a piangere, livido e bagnato.

La corsa al Pronto Soccorso, peraltro abbastanza vicino, ha scongiurato ogni pericolo. Il bimbo è rimasto per qualche ora in osservazione, poi è stato dimesso. L’auto presentava ferite difficilmente sanabili con una spugna. Ma parlandone con il diretto interessato, è emersa una domanda: che cosa sarebbe successo se quel temporale avesse investito un ciclista o un gruppo di ciclisti?

La stagione sta portando molto spesso verso situazioni come questa. E se anche la gravità dell’impatto della grandine non è sempre così devastante, di certo costituisce un rischio quando colpisce chi pedala coperto da un sottile strato di lycra. Se poi alla… festa si uniscono anche i fulmini, capirete bene che in questo periodo dell’anno vale davvero la pena consultare le previsioni del tempo prima di uscire.

L'eccezionalità di questa estate torrida sta anche nell'eccezionalità delle precipitazioni (depositphotos.com)
L’eccezionalità di questa estate torrida sta anche nell’eccezionalità delle precipitazioni (depositphotos.com)
L'eccezionalità di questa estate torrida sta anche nell'eccezionalità delle precipitazioni (depositphotos.com)
L’eccezionalità di questa estate torrida sta anche nell’eccezionalità delle precipitazioni (depositphotos.com)

L’origine dei temporali

I temporali sono caratterizzati da imponenti nuvole che si sviluppano verticalmente come torri. In estate, l’acqua che evapora per effetto della forte radiazione solare, sale in quota, condensa e forma goccioline o piccoli cristalli di ghiaccio. Salendo, le particelle presenti nelle nuvole si scontrano l’una con l’altra caricandosi elettricamente, fin quando la tensione accumulata si scarica attraverso fulmini e tuoni.

La causa di temporali estivi così violenti è da ricercarsi nella stratificazione verticale della massa d’aria. Nell’atmosfera l’instabilità è maggiore quando l’aria molto calda e umida nei bassi strati è sovrastata da aria più fredda. L’aria più calda e leggera sale verso l’alto grazie all’effetto di Archimede: si raffredda e condensa, creando le prime goccioline di acqua che, crescendo, possono cadere al suolo originando la pioggia.

Se invece in alta quota si verifica l’afflusso di aria più fredda, come ad esempio accade al passaggio di un fronte freddo, forti correnti d’aria calda spingono l’acqua verso l’alto. L’acqua gela in pezzi di ghiaccio che salgono e scendono più volte, accumulando strati su strati, fino a cadere a terra a velocità superiori a 100 chilometri orari.

Forti raffiche di vento in campo aperto, il cielo si chiude di colpo: inizia il temporale (depositphotos.com)
Forti raffiche di vento in campo aperto, il cielo si chiude di colpo: inizia il temporale (depositphotos.com)
Forti raffiche di vento in campo aperto, il cielo si chiude di colpo: inizia il temporale (depositphotos.com)
Forti raffiche di vento in campo aperto, il cielo si chiude di colpo: inizia il temporale (depositphotos.com)

Il ruolo delle montagne

Sono spesso le montagne a fungere da meccanismo di sollevamento o innesco per lo sviluppo dei temporali: non è per caso che le nuvole si concentrino spesso in prossimità delle alture e accumulandosi diano vita ai fenomeni citati. I venti che provengono da valle e quelli che risalgono i pendii sospingono l’aria calda verso l’alto in direzione delle vette. Con il passare delle ore, le nubi temporalesche crescono ulteriormente verso l’alto e al loro interno si creano delle forti tensioni elettriche.

Una volta che si formano le precipitazioni, sotto le nuvole temporalesche defluisce aria fredda che a volte si infila sotto l’aria calda presente nelle zone circostanti, sollevandola. Grazie a questa spinta, i cumuli inizialmente bassi riescono a crescere formando una nuova cella temporalesca.

I temporali sono difficili da prevedere, perché è indubbiamente complesso tenere conto di tutti questi fattori. Di certo però, quando si possono riscontrare visivamente situazioni come quelle descritte, evitare di andare in bici verso le montagne sarà certamente un comportamento avveduto.

Quando l'aria è carica di elettricità,, è bene lasciare la bici in garage o pedalare nella direzione opposta (depositphotos.com)
Quando l’aria è carica di elettricità, è bene lasciare la bici in garage o pedalare nella direzione opposta al temporale (depositphotos.com)
Quando l'aria è carica di elettricità,, è bene lasciare la bici in garage o pedalare nella direzione opposta (depositphotos.com)
Quando l’aria è carica di elettricità, è bene lasciare la bici in garage o pedalare nella direzione opposta al temporale (depositphotos.com)

Non solo la grandine

Quando ci si rende conto di andare incontro a un temporale così violento, è bene fermarsi e valutare di adottare delle contromisure efficaci. Se infatti le auto sono costruite come vere e proprie Gabbie di Faraday, la bicicletta è facile bersaglio per i fulmini, oltre al fatto che in caso di grandine, non offre il minimo riparo.

Il rimedio in casi come questo consisterebbe appunto nel fermarsi e cercare un riparo. La soluzione migliore, che accomuna ciclisti e motociclisti, è ripararsi sotto un ponte, un viadotto, una pensilina dell’autobus, in un fienile o sotto qualsiasi altro “tetto”.

L’importante è non sostare sotto un albero perché è particolarmente pericoloso: gli alberi infatti sono alti e pieni di acqua e fanno da tramite per la scarica elettrica verso il suolo. Il calore fa esplodere il tronco e la corrente si diffonde nel terreno, con gravi rischi per chi si trova nei paraggi. Trovarsi in aperta montagna, per giunta in luoghi aperti e senza alberi che fungano da parafulmine è un rischio da calcolare nel decidere di mettersi in sella.

Questo il luogo in Piemonte in cui nel 2022 avvenne l'incidente fatale ad Alberto Balocco e l'amico Davide Vigo (foto La Stampa)
Questo il luogo in Piemonte in cui nel 2022 avvenne l’incidente fatale ad Alberto Balocco e l’amico Davide Vigo (foto La Stampa)
Questo il luogo in Piemonte in cui nel 2022 avvenne l'incidente fatale ad Alberto Balocco e l'amico Davide Vigo (foto La Stampa)
Questo il luogo in Piemonte in cui nel 2022 avvenne l’incidente fatale ad Alberto Balocco e l’amico Davide Vigo (foto La Stampa)

La tragica storia di Balocco

Alberto Balocco, imprenditore cuneese dell’industria dolciaria, rimase colpito e ucciso da un fulmine insieme all’amico Davide Vigo il 26 agosto 2022 mentre percorrevano in bicicletta la Via dell’Assietta, poco lontano dal Col Blegier a 2.381 metri quota.

«Lassù si è esposti al pericolo fulmine – spiegò a La Stampa Simone Bobbio, del Soccorso Alpino – non ci sono ripari né alberi di alto fusto sui quali si sarebbe potuta scaricare l’energia elettrica di un fulmine. I due escursionisti stavano percorrendo un tratto di strada sterrata in sella a due mountain bike, quando sulla zona si è abbattuto il temporale».

Belli i tour e i bikepacking sulle strade alpine più elevate, ad esempio la stessa Via dell’Assietta, ma l’alta montagna esige rispetto, prudenza e consapevolezza: purtroppo gli incidenti accadono spesso quando una di queste condizioni viene sottovalutata.

Il fulmine non colpipsce la bicicletta, ma la statura del ciclista che svetta può intercettarne la traiettoria (depositphotos.com)
Il fulmine non colpisce la bicicletta durante il temporale, ma la statura del ciclista che svetta può intercettarne la traiettoria (depositphotos.com)
Il fulmine non colpipsce la bicicletta, ma la statura del ciclista che svetta può intercettarne la traiettoria (depositphotos.com)
Il fulmine non colpisce la bicicletta durante il temporale, ma la statura del ciclista che svetta può intercettarne la traiettoria (depositphotos.com)

Biciclette e fulmini

Ma allora le biciclette, in metallo o carbonio, attirano i fulmini? Qui si entra nel delicato campo dei falsi miti, nei cui confronti bisogna essere decisi, ricorrendo a fonti credibili e non a esperienze credibili, ma non dimostrabili.

In Italia cadono circa 1,6 milioni di fulmini ogni anno e soprattutto d’estate. Trovarsi all’aria aperta durante un temporale, si diceva, è sicuramente più pericoloso. Secondo i dati del Center for Disease Control and Prevention americano, dal 2006 al 2021 quasi i due terzi di decessi causati da un fulmine negli Stati Uniti riguardano persone che stavano svolgendo attività ricreative all’aperto come la pesca, la nautica, lo sport, il relax in spiaggia o la bicicletta.

Sul sito del National Weather Service americano si spiega con chiarezza che «l’altezza, la forma appuntita e l’isolamento sono i fattori dominanti che controllano il punto in cui un fulmine colpisce. La presenza di metallo non fa assolutamente differenza sul luogo in cui il fulmine colpisce. Le montagne sono fatte di pietra, ma vengono colpite dai fulmini molte volte all’anno. Il metallo non attira i fulmini, ma li conduce».

Il ciclista è ovviamente più in alto della bici e quindi rischia di intercettare la traiettoria del fulmine più della bici, indipendentemente dai materiali con cui essa è stata costruita. Il fatto che l’acciaio, il carbonio o le altre leghe siano ottimi conduttori diventa secondario.

Quel che conta, in questa fase così calda ed elettrica dell’estate, è informarsi bene prima di intraprendere giri lunghi in zone soggette a temporali e stare alla larga dal temporale. Riparandosi e anche tornando indietro. L’eccezionalità del periodo non consente errori o distrazioni: nostro malgrado siamo alle prese con fenomeni che non conosciamo e non siamo davvero un grado di gestire con la necessaria sicurezza.

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