Il foliage sottolinea il mutare dei colori delle foglie, quelle ancora appese agli alberi e quelle che rappresentano un tappeto sotto le ruoteIl dono del foliage. La scoperta di colori e sapori d’autunno

| 31 Ottobre 2026

Il dono del foliage. La scoperta di colori e sapori d’autunno

I colori dell’autunno. Il crepitio delle foglie, quel tiepido rumore che si aggiunge al rollio delle ruote a rompere il silenzio. La natura che si mostra con tutta la sua forza e al contempo la sua accoglienza, che ti avvolge in quel misto di caldo e freddo che non sai bene identificare, discernere. Una volta dicevano che il periodo del foliage (nella foto di apertura Brazioli) è tra la fine di settembre e l’inizio di novembre, ma il cambiamento climatico ha mutato le nostre convinzioni. E quindi anche ottobre in certe regioni è sembrato quasi la coda dell’estate, quella temperatura che avrebbe avuto senso almeno un mese prima. Quindi siamo nel pieno del periodo del foliage.

Pedalare all'interno dei boschi è l'essenza stessa del foliage, potendo percepire le mille sfumature cromatiche
Pedalare all’interno dei boschi è l’essenza stessa del foliage, potendo percepire le mille sfumature cromatiche
Pedalare all'interno dei boschi è l'essenza stessa del foliage, potendo percepire le mille sfumature cromatiche
Pedalare all’interno dei boschi è l’essenza stessa del foliage, potendo percepire le mille sfumature cromatiche

Alle radici chimiche del foliage

Già, ma che cos’è davvero il foliage? Termine inglese derivato dal francese antico, va a indicare il mutamento cromatico delle foglie degli alberi prima del loro distacco e caduta. Un fondamentale processo di sopravvivenza. Le temperature si abbassano come le ore di luce, la produzione di clorofilla diminuisce e nelle foglie si va dissolvendo. Le tonalità verdi vanno scomparendo a favore di quelle gialle e arancioni di carotenoidi e flavonoidi per pioppi, faggi e castagni oppure di quelle rosse e scure degli antociani per aceri e ciliegi.

In questo caleidoscopio di colori completamente diversi da quelli primaverili, pedalare assume una connotazione diversa: l’aria è frizzante, il profumo di terra bagnata e resina riempie i polmoni e, sotto i copertoni, si avverte il fruscio inconfondibile di un tappeto di foglie secche. Pedalare nel foliage autunnale non è semplicemente fare del cicloturismo; è un’esperienza sensoriale totale, una forma di meditazione in movimento che riconnette l’essere umano ai ritmi lenti e magnetici della terra.

Il foliage sottolinea il mutare dei colori delle foglie, quelle ancora appese agli alberi e quelle che rappresentano un tappeto sotto le ruote
Il foliage sottolinea il mutare dei colori delle foglie, quelle ancora appese agli alberi e quelle che rappresentano un tappeto sotto le ruote
Il foliage sottolinea il mutare dei colori delle foglie, quelle ancora appese agli alberi e quelle che rappresentano un tappeto sotto le ruote
Il foliage sottolinea il mutare dei colori delle foglie, quelle ancora appese agli alberi e quelle che rappresentano un tappeto sotto le ruote

Si pedala, poi si gustano prelibatezze…

Pedalare in autunno offre vantaggi unici. Si dice addio alla calura asfissiante, al sudore che brucia gli occhi e alla ricerca disperata di ombra. L’aria fresca autunnale aiuta a mantenere la temperatura corporea ideale, la mancanza di grandi folle permette di godersi meglio il viaggio oltre che le destinazioni turistiche. E mettiamoci anche i sapori che solo questo periodo dell’anno sa regalare: ogni sosta può essere l’occasione per degustare il vino nuovo, le castagne, i funghi, la zucca e l’olio d’oliva appena franto. E’ un’esaltazione dei sensi…

Ogni territorio si esalta, il foliage rappresenta l’occasione per apprezzarlo meglio. E’ anzi diventato l’ultima tendenza dell’outdoor. Se fino a pochi anni fa era il mantra dell’escursionismo a piedi, da qualche tempo ha trovato spazio anche nel mondo del cicloturismo e molti operatori ne hanno fatto un richiamo specifico. Le proposte per un’escursione nel foliage autunnale fioccano, ecco giusto qualche spunto per chi ama prendersi una vacanza in un periodo ben diverso da quello della massa…

La Ciclabile della Drava è ideale per scoprire il fascino del pedalare nel foliage d'autunno
La Ciclabile della Drava è ideale per scoprire il fascino del pedalare nel foliage d’autunno
La Ciclabile della Drava è ideale per scoprire il fascino del pedalare nel foliage d'autunno
La Ciclabile della Drava è ideale per scoprire il fascino del pedalare nel foliage d’autunno

Drava Bike: l’autunno da scoprire in 3 nazioni

Se esiste una pista ciclabile per eccellenza capace di incarnare lo spirito del foliage transfrontaliero, questa è la Ciclabile della Drava (Drava Bike). Un percorso di centinaia di chilometri che va dall’altoatesina Dobbiaco alla slovena Maribor passando per l’intera Carinzia austriaca, chiaramente se ne può scegliere un pezzo, sapendo che regalerà emozioni speciali in questo periodo dell’anno.

E’ un tracciato in leggera discesa, accessibile a tutti. Nella prima parte, i boschi di larici delle Alpi orientali si tingono di un giallo limone accecante, creando un contrasto surreale con il grigio dolomitico delle vette circostanti. Ma entrando in Carinzia e avvicinandosi alla Slovenia, il paesaggio cambia: la valle si allarga e lascia spazio a fitti boschi di faggi e latifoglie che virano verso il rosso e il marrone bruciato. Pedalare a fianco del fiume Drava, le cui acque verdi-azzurre riflettono le chiome incendiate degli alberi, è un’esperienza che toglie il fiato. Maribor, meta d’arrivo, accoglie i ciclisti con i colori caldi dei suoi vigneti storici in festa per la vendemmia.

Il foliage è diventato quasi una moda, inserendosi in un filone legato all'outdoor che prima privilegiava l'escursionismo (foto Getty Images)
Il foliage è diventato una moda, inserendosi in un filone legato all’outdoor che prima privilegiava l’escursionismo (foto Getty Images)
Il foliage è diventato quasi una moda, inserendosi in un filone legato all'outdoor che prima privilegiava l'escursionismo (foto Getty Images)
Il foliage è diventato una moda, inserendosi in un filone legato all’outdoor che prima privilegiava l’escursionismo (foto Getty Images)

Lo strato di foglie dell’Hintersteig

Un’alternativa per restare in Alto Adige è il Sentiero del Pastore (Hintersteig), un percorso panoramico e fortemente evocativo disegnato nell’Altopiano del Renon, proprio sopra Bolzano, ideale per le mountain bike e le bici gravel. Si sviluppa nella zona di Collalbo tra pascoli alpini e fitti boschi, raccontando la vita millenaria dei pastori della zona. I suoi dislivelli contenuti lo rendono accessibile, anche grazie alla funivia del Renon che permette il trasporto delle bici.

Il Sentiero del Pastore attraversa maestosi boschi di castagni e larici secolari. Qui il foliage si esalta, avvolgendo il cicloturista: il terreno è ricoperto da un soffice strato di foglie dorate e ricci di castagne. La luce radente del sole autunnale filtra tra i rami creando lame d’oro, mentre sullo sfondo si stagliano le maestose cime delle Dolomiti occidentali. A fine pedalata, è d’obbligo onorare la tradizione del Törggelen, la sosta per gustare castagne arrostite, mosto d’uva e piatti della tradizione contadina.

Nel cuore della Sila, che si avvicina al freddo inverno. Territorio ideale per escursioni in un ambiente sospeso nel tempo
Nel cuore della Sila, che si avvicina al freddo inverno. Territorio ideale per escursioni in un ambiente sospeso nel tempo
Nel cuore della Sila, che si avvicina al freddo inverno. Territorio ideale per escursioni in un ambiente sospeso nel tempo
Nel cuore della Sila, che si avvicina al freddo inverno. Territorio ideale per escursioni in un ambiente sospeso nel tempo

Sui sentieri della Sila, prima che il freddo comandi…

Nella stagione del foliage la Ciclovia dei Parchi della Calabria nel tratto che taglia l’Altopiano della Sila cambia completamente i suoi colori e accoglie in uno dei teatri naturali più spettacolari d’Europa, simile a quello delle foreste canadesi. Si va da Camigliatello Silano a località come il Lago Arvo e San Giovanni in Fiore, su quei sentieri che fra poco si riempiranno di neve e diventeranno terreno di conquista per avventurieri in fatbike o sulle ciaspole, gli appassionati della solitudine come sono i partecipanti alla Sila3Vette.

La Sila ospita una biodiversità forestale unica. Troviamo immense estensioni di faggi, aceri montani, pioppi tremuli e castagni il che garantisce attraverso il foliage un mosaico cromatico impressionante. Il contrasto tra il verde cupo dei pini perenni e il rosso acceso degli aceri, unito al blu intenso dei laghi silani che riflettono il cielo terso d’autunno, crea un impatto visivo magico. Sembra quasi di pedalare all’interno di un dipinto, dove la magica tavolozza è stata impugnata con la maestria che solo Madre Natura può detenere.

Non sono solamente i colori a caratterizzare il foliage. E' un'esaltazione dei cinque sensi
Non sono solamente i colori a caratterizzare il foliage. E’ un’esaltazione dei cinque sensi
Non sono solamente i colori a caratterizzare il foliage. E' un'esaltazione dei cinque sensi
Non sono solamente i colori a caratterizzare il foliage. E’ un’esaltazione dei cinque sensi

Il mutare dei colori lungo il Naviglio

Torniamo al nord. Per chi desidera un percorso pianeggiante, accessibile direttamente dalle grandi aree urbane del nord, la Ciclabile del Naviglio Grande che si innesta nel Parco del Ticino rappresenta la fuga autunnale perfetta. Partendo dai Navigli di Milano, si pedala in totale sicurezza lungo l’alzaia asfaltata in direzione Abbiategrasso, per poi piegare verso Turbigo o Tornavento, entrando nel cuore protetto del Parco Lombardo della Valle del Ticino.

Allontanandosi dalla metropoli, l’acqua del canale diventa uno specchio per i lunghi filari di pioppi cipressini, che in autunno assumono una colorazione giallo oro brillante. Una volta entrati nelle sponde del Ticino, ci si ritrova immersi in una foresta planiziale dominata da querce, farnie, carpini e tigli. Le foglie cadute creano una corsia dorata e i riflessi del sole geometrico d’autunno sull’acqua del fiume regalano un’atmosfera sospesa nel tempo, portando a dimenticarsi che a pochissimi chilometri c’è ancora il tran tran quotidiano fatto di caos e stress.

L'Anello del Monte Cusma è ideale per chi ama mettersi alla prova anche nel periodo autunnale
L’Anello del Monte Cusma è ideale per chi ama mettersi alla prova anche nel periodo autunnale
L'Anello del Monte Cusma è ideale per chi ama mettersi alla prova anche nel periodo autunnale
L’Anello del Monte Cusma è ideale per chi ama mettersi alla prova anche nel periodo autunnale

Tra le faggete degli Appennini, esperienza intima

L’Appennino settentrionale è una delle capitali indiscusse del foliage italiano, grazie alla vastità dei suoi boschi di latifoglie. Per apprezzarlo non c’è nulla di meglio dell’itinerario ciclistico che compie l’Anello del Monte Cusna, sul versante reggiano. Un viaggio mistico tra terra e cielo, per appassionati di MTB (ma per molti l’E-bike può rappresentare la scelta giusta, alcuni tratti sono impegnativi). Si toccano borghi storici come Febbio e Civago, muovendosi tra mulattiere e strade forestali d’alta quota.

Le faggete dell’Appennino quasi sembrano incendiarsi, assumendo sfumature che vanno dall’arancione ramato al rosso mattone profondo. Pedalare all’ombra di queste cattedrali naturali, con la nebbia mattutina che si dirada lentamente lasciando spazio al sole e il terreno morbido, umido e profumato di funghi e sottobosco regalano sensazioni indimenticabili, quasi un viaggio nel proprio io.

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