| 27 Maggio 2024

Linea Gustav, seconda tappa sulla Via Verde dei Trabocchi

Ecco la seconda ed ultima tappa del nostro viaggio in Abruzzo sulla nuovissima Ciclovia della Linea Gustav, nata dalla collaborazione tra il GAL Costa dei Trabocchi ed il GAL Majella Verde. La linea di fortificazione costruita dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale doveva, nei loro piani, arginare la risalita degli Alleati ed ora è una Via di Pace vocata al cicloturismo, proponendosi come primo passo di un futuro collegamento coast to coast fino a Cassino e al Tirreno.

La ninfa Maja

Dopo che nella prima parte avevamo pedalato da Ortona verso l’entroterra, ora si torna verso il mare. Se vorrete fare tutti i 207 km della Linea Gustav in quattro tappe, può essere utile pernottare a Torricella Peligna. Non lontano da qui, in località Fallascoso, l’Agriturismo e B&B Persichitti offre ad esempio un’abbondante colazione sia dolce che salata, ottima per ricaricare le energie in vista di nuovi chilometri da percorrere in sella. La struttura è ben curata, isolata nel verde e soprattutto davanti a sé ha la maestosità della Maiella. Il vento che la sera la avvolge, fischiando, porge l’occasione per ricordare la leggenda che dà il nome al massiccio, che si perde nella notte dei tempi. La riportiamo così come ce l’ha raccontata la nostra guida Andrea D’Addario di Bikexplora.

La ninfa Maja ebbe il figlio Ermes ferito in battaglia. Dopo una lunga fuga, approdò con lui in queste zone, alla ricerca di un’erba miracolosa che avrebbe potuto salvarlo. Lasciò il figlio in una grotta mentre lei era alla ricerca di questa pianta salvifica ma, al ritorno, lo trovò esanime. Per il dolore si lasciò morire anche lei ed i pastori, impietositi, la seppellirono proprio su queste montagne che prendono il suo nome. Da allora si dice che il profilo della Maiella sembra quello di una donna pietrificata che guarda verso il mare…

Il parco archeologico

Se oltre alla mitologia siete anche appassionati di storia, in zona non potete perdervi una visita guidata al Parco Archeologico di Iuvanum, a Montenerodomo. Si tratta di un antico insediamento romano abitato per lo più dai Sanniti che, una volta soggiogati da Roma, dovettero lasciare le colline circostanti per costruire su questo altopiano una città. Il suo secolo d’oro è il I d.C. arrivando a contare una popolazione di 30.000 abitanti, grazie alla sua posizione strategica sia per i collegamenti nord-sud che quelli tra Adriatico e Tirreno. I suoi scavi, in epoca recente, hanno interessato le università di mezza Europa ed il 13 agosto si celebra una rievocazione storica chiamata “Mestieri e Sapori Antichi”.

Benvenuti a Lanciano

Il centro abitato più a sud della Linea Gustav è Pizzoferrato, che si conquista con una salita di 10 km con una pendenza media del 4 per cento. Il piccolo paese è posto a quota 1.251 metri che è anche il punto più alto della ciclovia. Da qui, infatti, inizia una piacevole discesa su ampi e verdi scenari al pari di quelli del versante effettuato in salita. Ci si addentra nella Valle del Sangro sfiorando il confine con il Molise. Quindi, dopo una breve sosta per scattare una foto alle Cascate del Torrente Parello a Quadri (con un notevole salto di 90 metri), si può programmare una sosta mangereccia a Villa Santa Maria. Non fosse altro perché qui c’è una delle più antiche e importanti scuole di cucina al mondo, tanto da essere conosciuta come “la patria dei cuochi”. Al ristorante Le Ginestre, tanto per fare un esempio, opera lo chef Antonio De Sanctis, con oltre 40 anni di carriera alle spalle, alcuni dei quali spesi nei ristoranti stellati di Via Veneto a Roma.

La chiesa sul ponte

Le maggiori asperità di questa Linea Gustav sono alle spalle, ma c’è uno strappo che merita ancora uno sforzo. E’ quello che porta a Lanciano, città d’arte ricca di capolavori dell’architettura romanica e gotica. La Chiesa di San Francesco ospita le reliquie del miracolo eucaristico più antico che la Chiesa abbia mai riconosciuto, avvenuto nell’VIII secolo. Il principale luogo di culto è però la Cattedrale di Madonna del Ponte la quale non ha… fondamenta essendo costruita su tre archi di un ponte romano, il Ponte di Diocleziano.

Le battaglie del fiume Sangro

Ormai la Costa dei Trabocchi si avvicina. Ortona, il nostro punto di partenza, sta per essere nuovamente raggiunta, ma noi ci concediamo ancora una sosta turistica nei pressi di Fossacesia, dove sorge l’Abbazia di San Giovanni in Venere. Oltre alla classica struttura a tre navate tipica delle abbazie di stile cistercense, quello che colpisce è la sua collocazione, sopraelevata rispetto alla pianura sottostante su cui si affaccia. La balconata che dà sul mare merita dunque una sosta e qualche foto. Da quel punto, seguendo con lo sguardo verso sud il litorale, si intravede la collina nei pressi di Torino di Sangro, dove sorge il Cimitero degli Inglesi.

Qui, avvolti dal silenzio, su un verde prato all’inglese punteggiato da magnolie e siepi di biancospino, sono sepolti 2.617 militari del Commonwealth britannico (oltre ad un memoriale di 517 indiani cremati in accordo con la loro religione), periti durante le battaglie del fiume Sangro sul finire del 1943. C’è chi riporta i ricordi di chi ha visto il corso d’acqua tinto di rosso e noi concludiamo il nostro viaggio assistendo ad un monologo dell’attore Domenico Galasso. L’occasione è la manifestazione Art Bike & Run a Fossacesia Marina, proprio sulla Via Verde della Costa dei Trabocchi. «Qui si sono scontrati eserciti provenienti da tutto il mondo – dice con appropriata intensità espressiva – ed esattamente 80 anni fa la Linea Gustav era una soglia difficilmente attraversabile».

Ora invece è una ciclovia che possiamo percorrere in lungo e in largo con le nostre bici, per appropriarsi di un territorio gentile che corre dall’Adriatico alla Majella…

Linea Gustav

GAL Costa dei Trabocchi

GAL Maiella Verde

La Linea Gustav

La Linea Gustav era lo sbarramento predisposto da i tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale, per impedire la risalita degli Alleati verso Nord. Ecco il tratto abruzzese, che si snoda a partire alla Costa dei Trabocchi. Un percorso alla portata di tutti: impegnativo solo nella salita a Pizzoferrato. E per il resto, fatto di colori, sapori e suggestioni storiche. Il tracciato è divisibile in quattro segmenti per godere meglio del territorio.

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