Si chiama Ciclopacciada e già nel nome racconta tutto: bici, territorio e buona tavola. Il 10 maggio debutta nell’Oltrepò Pavese una pedalata enogastronomica di circa 60 chilometri che unisce cicloturismo e cultura, seguendo idealmente le tracce di Gianni Brera, uno dei più grandi narratori della pianura padana (in apertura, il ponte coperto di Pavia)
L’idea nasce all’interno di Ticinum Festival, associazione pavese impegnata nella valorizzazione del territorio. «Il nostro spirito è quello di creare reti tra istituzioni, privati e realtà locali per promuovere Pavia e la sua provincia», spiega Riccardo Cambiaghi che fa parte di tale associazione. Da qui la scelta di affiancare alle attività culturali una proposta cicloturistica, sfruttando un linguaggio sempre più attuale e accessibile, grazie anche al supporto di Fiab Pavia.


Ispirata da Gianni Brera
La Ciclopacciada prende ispirazione diretta proprio da Brera e dalla sua visione della pianura, fatta di strade, fiumi e convivialità. «Siamo stati ispirati da Gianni Brera, che aveva scritto con Veronelli “La pacciada: mangiare e bere in pianura padana”. Allora ci siamo detti di fare la Ciclopacciada», racconta Cambiaghi. Un modo per reinterpretare quel racconto in chiave contemporanea, trasformandolo in un’esperienza su due ruote.
Il percorso parte dal cortile del Castello Visconteo di Pavia, una cornice storica che dà subito il tono all’evento, e si sviluppa lungo le principali ciclovie della zona, tra cui la VenTo, la ciclovia del Po (il grande fiume si supera all’altezza di Mezzanino) e la Via Francigena. Si tratta di un itinerario pensato per essere accessibile e sicuro: «Il percorso è al 90% su sedi protette o strade a bassissimo traffico», sottolinea Cambiaghi.


Tappe culinarie ogni 10 chilometri
La filosofia della Ciclopacciada è quella di alternare pedalata e soste gastronomiche, creando un ritmo rilassato e conviviale. Ogni 10-12 chilometri circa si incontra una tappa dedicata ai sapori locali, con un menu che attraversa le eccellenze del territorio. Si parte con la torta paradiso, simbolo di Pavia, per poi proseguire con pane e salame di Varzi, gnocchi del Po ad Arena Po, ravioli artigianali a San Zenone e altre specialità come tortelli di zucca e brasadè, accompagnati dai vini dell’Oltrepò.
Non si tratta solo di mangiare, ma di raccontare un territorio attraverso i suoi prodotti. Le soste diventano così momenti di scoperta, capaci di dare valore anche a luoghi meno conosciuti. Arena Po, ad esempio, è uno di questi: «E’ un paese fuori dagli itinerari più trafficati, con un castello e un museo diffuso all’aria aperta», spiega Cambiaghi. Qui i partecipanti pedaleranno tra opere di arte contemporanea, in un contesto che unisce natura e cultura.
Altro passaggio significativo è San Zenone al Po, paese natale di Gianni Brera dove si trova il museo a lui dedicato che, per l’occasione, verrà aperto ai partecipanti. A Belgioioso, invece, sarà possibile visitare un altro castello visconteo, mentre, dopo Linarolo, il finale è previsto lungo il Ticino, nella sede del Cus Pavia Canottaggio, dove si concluderà la giornata con una risottata.


Si punta sui giovani
L’organizzazione ha posto grande attenzione anche alla gestione dei gruppi: partenza scaglionata, gruppi di circa 30 persone e due accompagnatori esperti per ciascun gruppo, forniti dal Gruppo Ciclistico Avis Pavia. Un’impostazione che garantisce sicurezza e qualità dell’esperienza, mantenendo un clima informale.
Interessante anche il profilo dei partecipanti. A differenza di molte manifestazioni cicloturistiche, la Ciclopacciada punta con decisione sui giovani. «Circa il 30 per cento degli iscritti ha meno di 25 anni», racconta Cambiaghi. Un risultato ottenuto grazie al coinvolgimento di scuole, università e associazioni locali come il Cus Pavia, che hanno contribuito ad avvicinare un pubblico nuovo al cicloturismo.


Quota di 30 euro
La quota di partecipazione è volutamente contenuta (considerando tutte le soste gastronomiche), per rendere l’evento accessibile a tutti: «Abbiamo voluto tenere il prezzo il più basso possibile, 30 euro», spiega. Una scelta coerente con l’obiettivo di creare un’esperienza inclusiva e diffusa, capace di valorizzare il territorio senza barriere.
Alla sua prima edizione, la Ciclopacciada si presenta quindi come un format semplice ma efficace, che mette insieme bici, cultura e gastronomia. Un modo diverso di vivere l’Oltrepò Pavese, pedalando lungo gli argini, attraversando borghi e fermandosi a tavola, proprio come avrebbe raccontato Gianni Brera.
Più che una semplice pedalata, è un invito a riscoprire la pianura con lentezza, lasciandosi guidare dai sapori e dalle storie di un territorio che ha ancora molto da raccontare.







