Costretti dal maltempo, che arriva come da previsioni, il primo giorno a San Pedro de Atacama ci concediamo del meritato riposo. Passeggiando tra le vie del centro è evidente quanto siano insolite queste condizioni: bastano poche decine di millimetri di pioggia per allagare le strade, il terreno non assorbe nulla. I giornalisti accorrono in paese per descrivere la situazione sui telegiornali nazionali e appena finiscono le riprese sono assaliti da molti turisti che, ascoltando le notizie annunciate, scoprono che le dogane e i parchi naturali nelle vicinanze nei prossimi giorni saranno chiusi.
Per l’indomani è stato addirittura diramato un allarme rosso per alluvioni. Davanti al Comune gommoni e mezzi dei soccorritori sono pronti per le urgenze, mentre sacchi di sabbia vengono adagiati vicino agli ingressi delle case. In effetti, il deserto di Atacama è considerato il più arido al mondo e qui, a San Pedro, le precipitazioni da marzo a dicembre sono praticamente pari a zero.


Come al luna park
Vedendo l’evolversi delle condizioni meteo, realizziamo ancora una volta di quanto sia stata importante la decisione di anticipare il nostro arrivo. Tuttavia, mentre i valichi di frontiera sono chiusi e i viaggiatori bloccati a San Pedro de Atacama per la cancellazione di tutte le escursioni turistiche, approfittando di qualche timido raggio di sole, ripartiamo all’esplorazione in sella alle nostre bici. Questa volta, però, pedaliamo leggeri, senza le borse che lasciamo volentieri in hotel. L’idea è di godersi il panorama in tutta tranquillità.
Per il primo giro, decidiamo di stare nelle vicinanze, sui sentieri della Valle di Catarpe, con l’intento di arrivare alla Garganta del Diablo. Dopo giorni trascorsi su piste infinite spesso monotone e sconnesse, a oltre 4.000 metri, ritrovarsi su un trail più tecnico, panoramico e tortuoso è quasi una liberazione. Pedaliamo tra salite e discese, senza particolare affanno, seguendo un divertente sentiero di costa che si affaccia su un canyon di rocce rosse, prima di scendere all’interno di una gola, dove tra curve paraboliche e riflessi di luce sembra di essere in un luna park.














Come un quadro di Van Gogh
Il giorno successivo proviamo a raggiungere la Valle della Luna, in realtà ancora chiusa per maltempo. Arrivati a un punto panoramico che permette di vedere la valle dall’alto, considerando il vento fortissimo e le nuvole in lontananza, decidiamo di non proseguire e torniamo indietro attraversando la Valle di Marte. Qui il paesaggio sembra veramente appartenere a un altro pianeta. Le rocce sono irregolari e di un rosso intenso, in contrasto con il bianco del sale e l’enorme duna che domina la valle. Sullo sfondo il vulcano Licancabur, un cono perfetto ricoperto di neve.
E’ difficile credere ai nostri occhi: davanti a noi un paesaggio dai colori caldi e arido; mentre poco più in là, le cime completamente innevate. Ci fermiamo con lo sguardo su alcuni turisti intenti a fare sandboarding, giù per la grande duna, così scommettiamo se saremmo riusciti a scendere anche con le biciclette. Detto fatto. E’ divertente, una sensazione strana, perché sembra di sciare sulla neve fresca, la velocità aiuta a galleggiare, però sei comunque su una bici.




Ritorniamo a San Pedro de Atacama e dopo un goloso pranzo a base di baguette, la minaccia del temporale sembra svanita. L’ora del tramonto si avvicina, così decidiamo di proseguire e ritorniamo sul trail del primo giorno per qualche foto e video con il drone.
Il sole si abbassa rapidamente e, proprio quando siamo sul punto più panoramico, ha inizio un incredibile spettacolo della natura. Il cielo si colora prima con tonalità di rosa, poi dopo pochi minuti diventa arancio e giallo. Il contrasto tra i colori è incredibile. Le nuvole assumono forme simili a quelle dipinte da Van Gogh. Sembra di essere di fronte a un quadro in evoluzione, dinamico. Ogni secondo merita di essere immortalato. Restiamo lì fino all’ultima luce, poi rientriamo in hotel divertiti e soddisfatti.
La fermata del Magic Bus
Negli ultimi giorni il meteo diventa più stabile: nonostante il vento, le temperature sono piacevoli, intorno ai 15-18°C. Ci avventuriamo nuovamente verso la Valle della Luna, ma decidiamo di allungare il giro, dirigendoci prima a sud e poi passando attraverso la Cordillera de la Sal. I primi chilometri sono nel mezzo del deserto e non c’è anima viva. La speranza è che almeno la traccia che abbiamo disegnato sia corretta.










Pian piano ci avviciniamo alle montagne della Cordillera de la Sal, il cui nome deriva proprio dalla presenza di sale, che assume forme completamente diverse da quelle che avevamo visto sul Salar de Uyuni. Qui si presenta in piccoli e delicati cristalli che ricordano contemporaneamente il muschio e il ghiaccio. Sono superfici bianchissime e irregolari, incastonate tra le rocce e la terra dai colori caldi. Questo è il risultato di processi geologici lentissimi che rendono questa zona unica al mondo.
Proseguiamo sulla pista principale, pedalando tra dune e rocce, per raggiungere il cosiddetto Magic Bus, usato fino agli anni ’70 come mezzo di trasporto da un’azienda mineraria locale per i propri operai, ma oggi è un relitto completamente arrugginito che regala una foto originale in questo scenario extraterrestre. Il giro pianificato è piuttosto lungo e noi siamo partiti tardi, così, la luce si abbassa e ci regala ancora una volta dei colori spettacolari mentre ritorniamo verso San Pedro de Atacama.




Un provvidenziale fuori programma
Questi giorni a San Pedro de Atacama, in realtà, non erano stati programmati. Dovevano essere solo la parte finale del viaggio, ma il maltempo e l’anticipo con cui siamo riusciti ad arrivare ci hanno regalato il tempo necessario per scoprire con calma un luogo che altrimenti avremmo probabilmente attraversato troppo velocemente. E’ stata una bella sorpresa.
Ci siamo divertiti sul sentiero tra i canyon, abbiamo pedalato tra rocce, sabbia e sale e siamo rimasti più volte incantati davanti a paesaggi che sembravano appartenere a un altro pianeta. Dopo un’avventura molto più intensa di quanto avessimo immaginato, pedalando per chilometri al freddo e con cime da conquistare, il soggiorno a San Pedro de Atacama ci ha permesso di rallentare e riposare prima del rientro a casa, senza condizioni estreme, ma in luoghi ugualmente belli da esplorare.
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