| 25 Dicembre 2024

La cicloturistica d’epoca L’Artica apre alle mtb vintage

Cari lettori di bici.STYLE, buon Natale. Se state festeggiando in famiglia, bene. Se siete riusciti a ritagliarvi un’oretta per un’uscita in bici, meglio. Vuol dire che pedalare col freddo non vi spaventa. E allora vi farà piacere sapere che il prossimo 26 gennaio torna L’Artica, la cicloturistica d’epoca di scena a Lonigo, in provincia di Vicenza, giunta alla 13‭ᵃ edizione (foto d’apertura di Eric Scaggiante). Nel 2024 sono stati ben 950 i partecipanti e considerando le condizioni meteorologiche in cui si svolge sono un bel numero. Si tratta di veri e propri temerari, come si intuisce da questo video promozionale. Tra di essi sarà confermata anche quest’anno la presenza degli ex pro’ Filippo Pozzato e Angelo Furlan.

«Facciamo una sorta di selezione naturale dato che pedalare anche solo per 55 km (il corto ne misura 25, ndr) sui Colli Berici alle temperature di gennaio, con abbigliamento e bici d’epoca, vuol dire essere davvero appassionati».

A parlare è Francesco Brojanigo, uomo di ciclismo dato che lavora per il marchio Fulcrum, ma in questo caso presidente dell’Asd Lone Eagle, che organizza la manifestazione coadiuvato da Alessandra Rovarin e Francesco Noro.

Poche ma chiare regole per le mtb d’epoca: telaio in acciaio o alluminio, cerchi da 26″ e niente freni a disco
Poche ma chiare regole per le mtb d’epoca: telaio in acciaio o alluminio, cerchi da 26″ e niente freni a disco

Sulle orme de L’Eroica

La grande novità di quest’anno è l’apertura alle mountain bike, ovviamente… vintage.

«Non tutti ricordano che le mountain bike – riprende Brojanigo – sono la naturale evoluzione delle bici da strada. Noi siamo nati imitando L’Eroica e siamo un evento ufficialmente riconosciuto dal Ciclo Club toscano. Però noi rispetto a loro non facciamo veri e propri controlli. Lasciamo al buon senso dei partecipanti. Ad esempio per la novità delle mtb devono ovviamente avere ruote da 26 pollici senza freni a disco. All’inizio pensavamo di limitare le forcelle a quelle rigide, ma poi abbiamo riflettuto che le ammortizzate sono comparse presto, quindi le abbiamo ammesse. E comunque, come dicevo, il freddo limita la partecipazione di atleti “improvvisati”».

Tra i partecipanti a questa imminente edizione ci sarà anche Andrea Scavezzon e alcuni suoi amici del suo negozio di bici di Mirano. Se ricordate, il nostro Fabio Dal Pan lo ha conosciuto in occasione della social ride MiAMi, scambiandoci quattro chiacchiere.

«Sono davvero contento – attacca Andrea come se non aspettasse altro – che L’Artica abbia aperto alle mtb vintage. Noi ne siamo appassionati e ne collezioniamo diverse. Siamo tre fratelli e l’attività l’abbiamo aperta nel 1985 iniziando proprio con le mountain bike. Il 26 gennaio saremo presenti io, mio fratello e altri 6-7. Un bel gruppetto e da quello che sento in giro c’è molta curiosità. Del resto in tanti hanno iniziato a pedalare su quelle bici lì. Quando le abbiamo portate al Bike Festival di Riva del Garda erano tutti intorno al nostro stand, affascinati».

La loro collezione contempla delle Cannondale, delle Trek, delle Specialized, delle Yeti, delle Rocky Mountain… La maggior parte risale agli anni ‘90 ma qualcosa anche di fine anni ‘80. 

Le mappe ricalcate a mano…

Così come avviene con L’Eroica, intorno alle bici d’epoca c’è un mondo che va oltre il mezzo in sé: componenti, abbigliamento ma anche aneddoti e ricordi di altri tempi. Ad esempio Andrea Scavezzon risale a quella generazione che gli itinerari, per andare in giro in mountain bike, se li ricalcava con la carta carbone dalle mappe, troppo ingombranti per essere messe in tasca. Altro che Gps…

«Oppure – aggiunge – fotocopiavamo le cartine della Tabacco Editrice per non rovinarle e poi con un pennarello rosso disegnavamo il percorso da seguire. Nel 1994 facemmo anche una fanzine, una rivista amatoriale autoprodotta in un numero unico in cui trovavano spazio itinerari, disegni, riflessioni…».

Tra baccalà e polenta

Insomma a L’Artica di quest’anno si rinverdiranno i fasti non solo di Girardengo, Coppi, Bartali e Merckx, ma anche di Tom Ritchey, Gary Fisher, Joe Breeze e degli altri pionieri del mountain biking. 

Il tutto, sempre con l’intenzione di divertirsi e scoprire sapori e tradizioni del territorio. Ve l’avevamo detto che, ai ristori, Brojanigo e soci hanno predisposto baccalà alla vicentina, polenta, salame ai ferri, trippe alla veneta, pasta e fagioli e gnocchi alla cannella?

L’Artica


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